Un titolo di Stato che sembra irresistibile: cedola altissima, pagamento semestrale e scadenza vicina. Ma cosa si nasconde davvero dietro il fascino del BTP 1NV26? Con il suo rendimento lordo reale così lontano dalla cedola promessa, questo titolo mette alla prova chiunque cerchi stabilità e guadagno immediato. Il BTP 1NV26 potrebbe sembrare l’investimento perfetto, ma la realtà dei numeri dice altro, tra ratei nascosti e prezzo sopra la pari.
In un momento in cui l’attenzione si sposta su investimenti più difensivi, le obbligazioni con cedole elevate tornano ad attirare l’interesse. Il BTP 1NV26, in scadenza il 1° novembre 2026, è uno di quei titoli che si fanno notare subito. La cedola lorda del 7,25%, suddivisa in due pagamenti semestrali, dà una prima impressione molto positiva. Ma fermarsi alla percentuale sul cedolino rischia di essere fuorviante.
Chi si muove sui mercati sa quanto sia importante andare oltre l’apparenza. E questo è proprio il caso del BTP 1NV26, che oggi viene scambiato ben sopra il valore nominale. La differenza tra quello che si riceve a scadenza e quanto si paga per entrare oggi nell’investimento ridimensiona notevolmente il guadagno effettivo. Ed è lì che tutto cambia.
A prima vista, una cedola al 7,25% fa gola. Due volte l’anno, il portafoglio si arricchisce di un flusso stabile e prevedibile. Tuttavia, l’acquisto a un prezzo intorno a 106,80 cambia completamente l’equazione. Il rendimento lordo effettivo si ferma all’1,88%, che diventa appena 1,01% netto una volta calcolata la tassazione. Numeri molto diversi da quelli che ci si aspetterebbe guardando solo alla cedola.
Nel frattempo, secondo i dati dell’ultima asta del Tesoro e le analisi diffuse da Assiom Forex, il BOT a 12 mesi offre oggi un rendimento netto superiore all’1,5%, nonostante sia privo di cedola. Questo dato introduce un confronto diretto che molti ignorano: un titolo a breve termine, privo di flusso cedolare, può rendere più di un BTP che promette oltre il 7% di interesse lordo.
Un altro dettaglio spesso trascurato è il rateo d’interesse, pari a circa 1,53% lordo. Chi compra oggi deve aggiungere anche questa quota da riconoscere al venditore, perché rappresenta la parte di cedola già maturata. Si tratta di una voce di costo ulteriore che incide sull’effettivo guadagno.
Con una duration modificata di 1,22, il titolo offre però una certa stabilità: la sensibilità alle variazioni dei tassi resta bassa. Questo lo rende interessante in contesti incerti, anche se non basta a giustificare, da solo, il prezzo pagato.
Il BTP 1NV26 è pensato per chi apprezza la prevedibilità più del rendimento finale. È utile per chi ha bisogno di incassi regolari e non vuole affrontare i saliscendi del mercato. Una scelta sensata per integrare una pensione o affrontare spese programmate. Non è, però, la strada giusta per chi cerca rivalutazione del capitale o ritorni sopra la media.
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