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Pensioni

Il vero motivo per cui l’INPS nega l’assegno sociale anche a chi vive con pochi euro: le ultime sentenze che cambiano tutto

Molti pensano che l’assegno sociale sia una sorta di automatismo per chi ha pochi o nessun reddito, ma non è così. In realtà, il percorso per ottenerlo è molto più articolato e nasconde aspetti che in pochi conoscono. Si tratta di una misura assistenziale, non previdenziale, che l’INPS eroga a partire dai 67 anni di età, con un importo mensile di 538,68 euro per tredici mensilità (valori 2025). I limiti di reddito sono fissati a 7.002,84 euro annui per i single e a 14.005,68 per i coniugati. Numeri che lasciano pensare a un accesso abbastanza semplice per chi vive in difficoltà, ma la realtà dimostra che non basta rientrare in queste soglie per ricevere il sostegno.

Spesso, chi si vede respingere la domanda resta sorpreso, perché la percezione comune è che i limiti reddituali siano l’unico requisito da rispettare. Invece, il cuore della questione sta altrove: il diritto dipende soprattutto dalla capacità di dimostrare un effettivo stato di bisogno, che va ben oltre la semplice dichiarazione dei redditi.

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Questo spiega perché alcune persone con redditi bassissimi non riescano a ottenere la prestazione, mentre altre in condizioni simili sì. Non è raro che le decisioni dell’INPS vengano poi ribaltate dai tribunali, quando il giudice riconosce l’esistenza di un bisogno reale e documentato.

Assegno sociale: perché il reale stato di bisogno è il vero requisito decisivo

Non basta dimostrare un reddito al di sotto delle soglie per accedere all’assegno sociale: il diritto si fonda su un bisogno concreto e attuale. La legge 335/1995 e le interpretazioni della Cassazione hanno chiarito che il sostegno spetta solo a chi non ha mezzi sufficienti per mantenere un’esistenza dignitosa.

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Negli ultimi anni, la Suprema Corte (sentenze 26287/2023 e 22833/2024) ha evidenziato che il bisogno non può essere negato considerando redditi potenziali o ipotetici. Questo significa che anche chi ha rinunciato a un mantenimento, ha donato beni o non ha preteso somme dovute può comunque avere diritto all’assegno, se oggi vive in una condizione di effettiva indigenza.
In alcuni casi, l’INPS ha negato la prestazione per la presenza di beni immobili non produttivi o per stili di vita giudicati incoerenti con la dichiarata povertà. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che ciò che conta sono i redditi realmente percepiti e le condizioni materiali al momento della domanda. La valutazione, quindi, deve essere basata su dati oggettivi e non su mere supposizioni.

Ricorsi, sentenze e casi concreti: quando i giudici ribaltano le decisioni dell’INPS

Quando la domanda viene respinta, il ricorso diventa una strada percorribile. In più occasioni, tribunali come quelli di Napoli e Benevento hanno dato ragione ai cittadini, riconoscendo che la valutazione del bisogno non può essere arbitraria. La Cassazione ha annullato sentenze di merito che avevano negato la prestazione basandosi su presunti redditi futuri o potenziali, riaffermando che il diritto all’assegno va misurato sul bisogno attuale.
Per sostenere il ricorso, serve una documentazione completa: estratti conto, certificazioni patrimoniali, prove delle spese sostenute e di ogni elemento che confermi l’impossibilità di condurre una vita dignitosa. L’assegno sociale resta una misura di ultima istanza, ma protegge chi si trova realmente senza mezzi, indipendentemente dalle cause che hanno portato a quella condizione.

Gerardo Marciano

Laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico, ha ricevuto un Premio Internazionale alla Carriera conferito dal Senato Accademico della Facoltà di Scienze Aziendali e Sociali di ISFOA. Collabora e scrive articoli su tematiche finanziarie per numerose riviste nazionali e internazionali. È autore e coautore di oltre 40 eBook dedicati alla storia dei mercati e all’analisi statistica delle loro serie storiche. Negli anni ha partecipato, in qualità di esperto di storia dei mercati e statistica, ai principali eventi nazionali nel settore del trading e degli investimenti. È stato ospite di canali televisivi come Class CNBC, Le Fonti TV, Finanza Now, Money TV, e le sue opinioni sono state riprese da testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Il Sole 24 Ore, Alliance News e MF Dow Jones. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero. È stato Amministratore Delegato e proprietario di Proiezionidiborsa.it fino al novembre 2023, un sito che, secondo i dati di Alexa, per diversi mesi è stato tra i primi posti nella classifica dei siti italiani più letti.

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