Saldi invernali 2026 al via in Italia, tra aspettative di risparmio, rilancio dei consumi e regole da conoscere, lo shopping diventa un rito collettivo. Le stime parlano di miliardi di euro in gioco e milioni di famiglie coinvolte.
I saldi invernali 2026 scattano ufficialmente e riportano al centro l’attenzione su consumi, moda e potere d’acquisto delle famiglie italiane.

A partire per prima è la Valle d’Aosta, venerdì 2 gennaio 2026, a seguire sabato 3 gennaio tutte le altre Regioni. Le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, prevedono che saranno circa 16 milioni le famiglie coinvolte nello shopping con saldi. In media si calcola una spesa media di 137 euro a persona e un giro d’affari complessivo di 4,9 miliardi di euro.
Saldi invernali 2026: numeri, aspettative e diritti dei consumatori
La fotografia dei saldi invernali 2026 mostra una spesa media stimata di 303 euro a famiglia, segnale di una propensione all’acquisto ancora solida nonostante il contesto economico complesso.
Per Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, i saldi rappresentano «un appuntamento importante per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane». Felloni sottolinea come gli sconti permettano ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti, contribuendo allo stesso tempo a rivitalizzare i centri urbani e ad aumentare i flussi turistici, anche dall’estero, alla ricerca di un’esperienza di acquisto autentica.
Il valore dei saldi non è solo economico ma anche sociale e territoriale. La presenza di una data di avvio certa e di una durata definita rafforza la fiducia dei clienti, mentre il ruolo dei commercianti, attraverso consulenza e servizio, orienta gli acquisti verso una maggiore consapevolezza e sostenibilità, lontana dalla logica dell’usa e getta. Un aspetto che rende i saldi un momento distinto rispetto alle promozioni continue dell’e-commerce.
Accanto alle opportunità di risparmio, restano centrali le regole a tutela dei consumatori, richiamate da Federazione Moda Italia e Confcommercio.
La merce acquistata nei saldi non sempre è possibile effettuare il cambio, molto dipendente dal negoziante. Il cambio è obbligatorio solo nel caso che il prodotto sia difettoso o non conforme. A stabilirlo il Codice del Consumo, che impone al negoziante la sostituzione o la riparazione del prodotto, nel caso ciò non è possibile, allora il negoziante dovrà effettuare una riduzione del prezzo dell’importo pagato. Mentre per gli acquisti online, il consumatore può sempre esercitare il diritto di recesso entro quattordici giorni dalla ricezione del prodotto.






