Gennaio 2026 segna il ritorno in primo piano dei Titoli di Stato, con un calendario fitto di aste e un’operazione speciale che guarda anche alla finanza sostenibile. BOT, BTP e una nuova emissione Green riaccendono l’interesse di risparmiatori e investitori già dalle prime settimane dell’anno.
L’avvio del 2026 coincide con la ripartenza delle aste dei Titoli di Stato, uno degli appuntamenti più attesi dai mercati e dalle famiglie italiane. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze apre l’anno con un calendario che combina aste ordinarie e operazioni in sindacato, includendo BOT a 12 mesi, BTP a medio-lungo termine, BTP Short, BTP indicizzati all’inflazione europea e una nuova emissione di BTP Green. Un mix che racconta le strategie di gestione del debito pubblico e offre diverse opportunità a chi guarda ai rendimenti, alla durata o ai criteri ESG.
Nel mese di gennaio il MEF concentra più finestre di collocamento, scandendo il ritmo del mercato fin dai primi giorni dell’anno. L’apertura spetta ai BOT, seguiti dalle aste dedicate ai titoli a medio-lungo termine, con ulteriori appuntamenti nella seconda metà del mese. Il calendario prevede quindi una prima fase dedicata al breve termine e una successiva focalizzata sui BTP, compresi quelli indicizzati e a breve durata, confermando una programmazione articolata e progressiva.
Il primo appuntamento del 2026 riguarda i Buoni Ordinari del Tesoro a 12 mesi, con durata annuale di 365 giorni. Il titolo in collocamento presenta ISIN IT0005689887, data di emissione fissata al 14 gennaio 2026 e scadenza al 14 gennaio 2027, per un importo offerto pari a 8 miliardi di euro. Si tratta quindi di un’asta di dimensioni rilevanti, in linea con le esigenze di finanziamento di inizio anno.
Dal punto di vista operativo, la procedura segue le consuete scadenze tecniche: la prenotazione da parte del pubblico si chiude l’8 gennaio, mentre le domande in asta devono arrivare entro le ore 11 del 9 gennaio. Il collocamento supplementare trova spazio il 12 gennaio, con regolamento fissato al 13 gennaio. Per la clientela retail, la commissione massima applicabile resta contenuta allo 0,15%, mentre la sottoscrizione minima si conferma a 1.000 euro. Nel quadro di gennaio non compare invece l’emissione di BOT trimestrali, segnale di un’assenza di specifiche esigenze di cassa sul brevissimo termine.
Accanto alle aste tradizionali, gennaio 2026 porta con sé un’operazione di maggiore respiro. Il MEF ha infatti annunciato un collocamento in sindacato articolato su due tranche. La prima riguarda un nuovo BTP benchmark a 7 anni, con scadenza 15 marzo 2033, destinato a diventare un punto di riferimento sul segmento medio della curva dei rendimenti. La seconda riguarda la riapertura del BTP Green con ISIN IT0005631608, cedola 4,10% e scadenza 30 aprile 2046, per un importo massimo di 5 miliardi di euro senza possibilità di incremento.
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