L’ISEE cambia volto nel 2026 e, nella fase di transizione, blocca temporaneamente l’accesso ai bonus e ai sussidi. Si tratta di una riforma tecnica con effetti immediati, infatti, congela migliaia di domande in attesa di nuovi calcoli.
C’è una fase di transizione che sta mettendo in pausa assegni, bonus e misure di inclusione, proprio mentre molte famiglie rinnovano l’Isee 2026. La mini riforma dell’Isee, introdotta dalla Manovra 2026, ha reso l’indicatore economico più vantaggioso rispetto a quello valido fino al 31 dicembre 2025, ma l’aggiornamento delle procedure non risulta ancora completo.
In questo spazio di tempo si inserisce la decisione dell’Inps, che ha scelto di sospendere alcune domande per evitare rigetti che, con le nuove regole, risulterebbero ingiustificati. Isee, bonus, assegno di inclusione, sostegno al lavoro e prestazioni familiari diventano così il centro di un cambiamento che incide subito sulla vita quotidiana dei nuclei interessati.
Con il messaggio n. 102/2026, l’Inps ha chiarito che le domande di Assegno di inclusione (Adi), Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) e bonus nuovi nati con esito negativo non verranno momentaneamente processate. L’Istituto ha preso questa decisione perché le modifiche introdotte dalla legge n. 199/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, rendono l’Isee più favorevole rispetto a quello calcolato con le regole precedenti. Procedere subito avrebbe significato respingere richieste che, con il nuovo indicatore, potrebbero invece risultare ammissibili.
Le domande con esito positivo seguono invece il percorso ordinario e non subiscono rallentamenti. Nessun impatto nemmeno sull’Assegno unico e universale (Auu) per i mesi di gennaio e febbraio 2026, che continua a basarsi sull’Isee valido al 31 dicembre 2025, con un conguaglio automatico previsto a marzo.
La riforma interviene su due elementi centrali del calcolo. Da un lato riduce il peso della casa di abitazione, innalzando la franchigia a 91.500 euro, che sale a 120.000 euro per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle Città metropolitane come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Dall’altro rafforza la scala di equivalenza, aumentando i coefficienti in presenza di figli e rendendo più vantaggioso l’Isee per le famiglie numerose. Cambia anche la franchigia legata ai figli conviventi, che cresce di 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo.
Le nuove regole non si applicano indistintamente a tutte le prestazioni. Per Adi, Sfl, assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati l’Inps utilizzerà un indicatore dedicato, definito “Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, mentre per le altre misure restano validi gli Isee ordinari. Proprio questo doppio binario richiede un aggiornamento profondo delle procedure informatiche e della Dsu, ancora ancorata al regolamento del dpcm n. 159/2013.
Durante questa fase, l’Inps ricalcolerà automaticamente il nuovo Isee per le Dsu presentate dal 1° gennaio 2026 e completerà l’istruttoria delle domande sospese una volta conclusi gli adeguamenti. Dopo l’approvazione del nuovo modello di Dichiarazione sostitutiva unica da parte del ministero del Lavoro, l’Istituto aggiornerà anche le attestazioni Isee 2026 già rilasciate, comunicando tempi e modalità con un nuovo messaggio.
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