Nel 2026 milioni di contribuenti riceveranno una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate prima ancora di un accertamento. Le lettere di compliance diventano uno snodo centrale dei controlli fiscali, con numeri rilevanti, obiettivi di gettito ambiziosi e un uso sempre più esteso dei dati digitali.
Nel passaggio dal 2025 al 2026 il numero delle lettere di compliance scende da 2,7 a 2,4 milioni, ma la riduzione non segnala un allentamento dei controlli. Al contrario, riflette una scelta mirata dell’Amministrazione finanziaria: restringere il perimetro dei destinatari e ridurre i cosiddetti falsi positivi. L’obiettivo dichiarato consiste nel concentrare le comunicazioni sui profili con un rischio fiscale più elevato, aumentando l’efficacia dello strumento e la qualità dell’interlocuzione con il contribuente.
Alla base di questa selezione più raffinata c’è un utilizzo sempre più esteso delle basi dati disponibili. Le lettere di compliance nascono dall’incrocio delle informazioni provenienti dallo scambio automatico internazionale, dalla fatturazione elettronica generalizzata e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi. L’integrazione di questi flussi consente all’Agenzia delle Entrate di individuare incongruenze tra operazioni dichiarate, volumi d’affari e comportamenti fiscali, intervenendo prima che si apra un accertamento formale.
Il contribuente riceve una comunicazione che segnala anomalie o possibili irregolarità e ha la possibilità di verificare i dati, correggere errori o regolarizzare la propria posizione senza subire subito le conseguenze più onerose di un accertamento. Questo approccio conferma uno spostamento strategico verso la prevenzione, che affianca e in parte sostituisce il controllo ex post basato su sanzioni e contenzioso.
L’impatto economico di questa linea emerge con chiarezza dagli obiettivi di gettito. La convenzione triennale attribuisce ai controlli fiscali e alle attività di prevenzione, incluse le lettere di compliance, un ruolo determinante nel raggiungimento di 14,5 miliardi di euro di incassi complessivi. Un risultato che misura il peso crescente delle comunicazioni preventive all’interno della politica fiscale e che spiega perché l’Agenzia delle Entrate investa sempre di più su analisi dei dati e selezione mirata.
Nel concreto, le lettere di compliance rappresentano oggi uno dei principali punti di contatto tra fisco e contribuente. Non anticipano automaticamente un accertamento, ma segnalano che un profilo è entrato nell’area di attenzione dell’Amministrazione finanziaria. In un sistema di controlli sempre più digitale e predittivo, ignorarle significa esporsi a verifiche più invasive, mentre gestirle correttamente può chiudere il confronto prima che diventi un contenzioso vero e proprio.
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