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Bonus Mobili e seconda casa: il dettaglio che cambia tutto e fa raddoppiare il vantaggio fiscale

Angelina Tortora

Il Bonus Mobili 2026 torna al centro dell’interesse di molti contribuenti che stanno ristrutturando non l’abitazione principale, ma una seconda casa o un immobile all’interno di un condominio.

Il dubbio nasce quasi sempre dallo stesso punto: quando i lavori edilizi beneficiano di una detrazione ridotta al 36%, il bonus sugli arredi segue la stessa sorte oppure resta invariato? La risposta chiarisce un aspetto spesso frainteso della normativa fiscale e apre uno spazio di convenienza che molti rischiano di non sfruttare.

Bonus mobili
Bonus Mobili e seconda casa: il dettaglio che cambia tutto e fa raddoppiare il vantaggio fiscale (Ilovetrading.it)

Tra ristrutturazioni edilizie, acquisto di mobili ed elettrodomestici, detrazioni IRPEF e Legge di Bilancio, il quadro appare più lineare di quanto sembri, ma solo se si osserva il collegamento corretto tra i benefici.

Bonus Mobili al 50% anche con ristrutturazione al 36%: perché la seconda casa non penalizza la detrazione

Il Bonus Mobili spetta anche quando la ristrutturazione riguarda una seconda casa, indipendentemente dall’aliquota applicata ai lavori edilizi. La detrazione per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici resta infatti pari al 50%, con un tetto di spesa di 5.000 euro, anche nei casi in cui il Bonus Ristrutturazioni sull’immobile si fermi al 36%. La normativa non collega l’aliquota del bonus mobili a quella dei lavori, ma richiede soltanto che sull’unità immobiliare siano stati eseguiti interventi di ristrutturazione agevolati.

Il riferimento normativo si trova nell’articolo 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013, che disciplina il Bonus Mobili senza introdurre alcuna distinzione legata alla destinazione d’uso dell’immobile. La legge non fa differenza tra prima casa e seconda casa, né tra abitazione singola e immobile situato in condominio. Ciò che conta è l’esistenza di lavori di ristrutturazione che danno diritto alla detrazione edilizia, anche se in misura ridotta rispetto agli anni precedenti.

La Legge di Bilancio ha prorogato il Bonus Mobili anche per il 2026, mantenendo aliquote e massimali invariati. Questo significa che chi ristruttura una seconda casa e acquista mobili nuovi può detrarre la metà della spesa sostenuta entro il limite previsto, senza subire penalizzazioni legate al fatto che l’immobile non rappresenti l’abitazione principale. La detrazione si applica sull’IRPEF e resta autonoma rispetto alla percentuale riconosciuta per i lavori edilizi.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il collegamento funzionale tra lavori e arredi. I mobili e gli elettrodomestici non devono necessariamente essere destinati allo stesso ambiente oggetto di ristrutturazione. È quindi possibile, ad esempio, effettuare interventi edilizi in cucina e utilizzare il Bonus Mobili per arredare una camera da letto dello stesso immobile. L’elemento decisivo resta l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, non la coincidenza tra locali ristrutturati e locali arredati.

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