Due anni di stipendio più basso prima della pensione possono incidere sull’assegno per tutta la vita. Ma l’ordinamento previdenziale offre uno strumento per evitare che il lavoro svolto diventi un danno economico. La neutralizzazione dei contributi sfavorevoli consente, in presenza di specifici requisiti, di chiedere il ricalcolo della pensione senza rischiare riduzioni.
Il tema del ricalcolo della pensione, della neutralizzazione dei contributi meno favorevoli e della tutela dell’assegno previdenziale interessa molti pensionati che hanno registrato una flessione retributiva a fine carriera. Chi è uscito con Quota 100, chi ha maturato il diritto alla pensione anticipata o chi ha percepito periodi di NASpI, Cassa Integrazione o retribuzioni da part-time negli ultimi anni di attività, spesso si chiede se quei contributi abbiano ridotto l’importo della rendita.
Il sistema previdenziale italiano, fondato su regole che intrecciano quota retributiva, quota contributiva e requisiti minimi di accesso, prevede strumenti di salvaguardia che impediscono effetti penalizzanti. Comprendere quando si può intervenire, quali annualità si possono escludere e quali rischi si corrono rappresenta un passaggio decisivo per chi vuole tutelare il proprio trattamento pensionistico.
Il principio della neutralizzazione nasce per evitare che la prosecuzione dell’attività lavorativa, pur utile al perfezionamento del diritto alla pensione, produca un effetto nocumentevole sull’importo finale. La base normativa si rintraccia nell’Art. 37 del DPR 818/1957, che la giurisprudenza ha esteso a tutte le forme di contribuzione non necessarie al raggiungimento del requisito minimo.
Chi è titolare di pensione dal 2020, liquidata con Quota 100, e ha registrato negli ultimi due anni retribuzioni inferiori rispetto al passato, può valutare la neutralizzazione limitatamente alla quota calcolata con il sistema retributivo, cioè Quota A e Quota B. La neutralizzazione non riguarda l’intero assegno ma solo la parte determinata sulla base delle ultime retribuzioni. Il diritto scatta soltanto quando i contributi oggetto di esclusione non risultano indispensabili per perfezionare il requisito contributivo richiesto per l’accesso alla pensione.
In concreto, si possono neutralizzare fino a cinque anni, pari a 260 settimane, purché l’esclusione risulti economicamente conveniente. Rientrano tra le situazioni tipiche le indennità di disoccupazione come la NASpI con contribuzione figurativa inferiore alla media precedente, i rapporti di lavoro part-time o meno remunerati accettati a fine carriera, nonché i periodi di Cassa Integrazione o contratti di solidarietà che abbassano la quota retributiva B.
Per ottenere il ricalcolo occorre presentare una domanda telematica di ricostituzione della pensione per motivi contributivi all’INPS. L’istituto confronta il calcolo ordinario con quello derivante dalla neutralizzazione e applica il trattamento più favorevole. La giurisprudenza costituzionale, con la Sentenza 249/2017 della Corte Costituzionale, ha chiarito che il ricalcolo richiesto per escludere periodi silenti o nocumentevoli non può determinare un peggioramento dell’importo già in pagamento.
Opera infatti una clausola di salvaguardia che impone il divieto di calcolo in peius e tutela il diritto acquisito del pensionato. Il principio di immodificabilità garantisce che l’attività lavorativa eccedente il minimo non si traduca mai in un danno economico. Prima di presentare l’istanza, molti contribuenti si rivolgono ai patronati o a consulenti esperti in ricostituzione per effettuare una simulazione preventiva e quantificare l’eventuale incremento.
Nel caso di chi ha percepito negli ultimi due anni stipendi più bassi rispetto alla media precedente e non necessita di quei contributi per il diritto a Quota 100, la neutralizzazione può incidere positivamente sulla quota retributiva della pensione. Se invece l’esclusione non produce un beneficio, l’INPS mantiene l’importo attuale senza alcuna riduzione. In questo equilibrio tra diritto al ricalcolo e tutela dell’importo, la neutralizzazione rappresenta uno strumento tecnico ma decisivo per proteggere il valore della propria pensione nel tempo.
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