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Assegno Unico 2026: a marzo in molti riceveranno un importo più basso

Angelina Tortora

Il rinnovo automatico non garantisce l’importo pieno dell’Assegno Unico. Senza ISEE 2026 aggiornato entro il 28 febbraio, il bonifico di marzo scende alla soglia minima di circa 57,50 euro a figlio. Ecco cosa accade, perché succede e come evitare il taglio con effetti retroattivi.

Nel sistema dell’Assegno Unico e Universale, il concetto di continuità non coincide con quello di stabilità dell’importo. Il calendario fiscale introduce una scadenza chiave che molte famiglie rischiano di sottovalutare. L’ISEE 2026, la DSU, il calcolo delle maggiorazioni, gli scaglioni di reddito, il ruolo dell’INPS, gli arretrati e i conguagli diventano elementi decisivi proprio a ridosso di marzo.

Soldi assegno unico 2026
Assegno Unico 2026: a marzo l’importo può crollare (Ilovetrading.it)

Il rinnovo automatico della domanda evita la presentazione di una nuova istanza, ma non congela l’importo. Senza un indicatore aggiornato, il sistema ricalcola la prestazione sulla base del valore minimo previsto. Per questo motivo marzo rappresenta una vera “sliding door” per milioni di nuclei familiari.

Il rischio non riguarda il diritto all’assegno, bensì la sua entità. Una famiglia che riceve 200 euro per figlio può trovarsi improvvisamente con meno di un terzo dell’importo accreditato sul conto corrente.

ISEE 2026, scadenza del 28 febbraio e recupero degli arretrati

L’errore più diffuso consiste nel ritenere che il rinnovo automatico dell’Assegno Unico 2026 assicuri anche il mantenimento dell’importo pieno. In realtà l’INPS continua a erogare la prestazione, ma calcola la cifra spettante esclusivamente sulla base di un ISEE valido. Senza una DSU protocollata entro il 28 febbraio, l’algoritmo dell’istituto non può applicare maggiorazioni né collocare il nucleo negli scaglioni più favorevoli. Di conseguenza, il pagamento di marzo scivola verso il minimo di circa 57,50 euro per figlio.

Chi intende evitare il taglio deve presentare l’ISEE 2026 attraverso la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Strumenti di simulazione online consentono una proiezione, ma solo la DSU trasmessa produce effetti legali ai fini del calcolo dell’Assegno Unico. La modalità precompilata permette di accelerare i tempi e di ridurre le attese presso i CAF, un aspetto rilevante nelle settimane di maggiore affluenza.

Un caso pratico chiarisce l’impatto concreto. Un nucleo familiare con due figli che percepisce 200 euro ciascuno rischia, in assenza di ISEE aggiornato, di vedere l’importo ridotto a poco più di 115 euro complessivi per entrambi, con un’immediata contrazione della liquidità disponibile proprio nel periodo primaverile, quando aumentano spese domestiche e scolastiche.

La mancata presentazione entro febbraio non comporta la perdita definitiva delle somme più elevate. Se il contribuente trasmette l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS riconosce gli arretrati a partire dalla mensilità di marzo. Tuttavia il conguaglio richiede tempo e può arrivare dopo diversi mesi, creando uno squilibrio temporaneo nel bilancio familiare.

Il 28 febbraio rappresenta quindi una scadenza strategica. Verificare oggi lo stato della propria DSU costituisce l’unica garanzia per ricevere a marzo un bonifico coerente con la reale situazione economica del nucleo. Nell’Assegno Unico 2026 la domanda si rinnova automaticamente, ma l’importo dipende esclusivamente dall’ISEE aggiornato.

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