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ISEE da record: l’Assegno Unico spinge le DSU oltre quota 12 milioni

Angelina Tortora

In dieci anni le Dichiarazioni Sostitutive Uniche sono raddoppiate e l’ISEE è diventato il perno del welfare italiano. L’introduzione dell’Assegno Unico e Universale ha segnato il punto di svolta, trasformando un adempimento legato alla povertà in uno strumento centrale per milioni di famiglie. I dati dell’Osservatorio INPS fotografano un cambiamento strutturale.

ISEE, DSU, Assegno Unico e Universale, prestazioni sociali, ISEE corrente, welfare pubblico, digitalizzazione dei servizi, Portale unico ISEE: negli ultimi dieci anni queste parole sono entrate stabilmente nella quotidianità delle famiglie italiane.

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ISEE da record: l’Assegno Unico spinge le DSU oltre quota 12 milioni (Ilovetrading.it)

L’indicatore della situazione economica equivalente non rappresenta più soltanto una chiave di accesso alle misure di contrasto alla povertà o alle riduzioni delle tasse universitarie. Oggi incide direttamente sul bilancio familiare, sulla modulazione dei bonus, sulle rette di asili nido e mense scolastiche, sulla quantificazione dei contributi per figli a carico.

L’analisi decennale dell’INPS evidenzia una crescita costante delle dichiarazioni presentate tra il 2016 e il 2025. Il dato più significativo coincide con il 2022, anno di debutto dell’Assegno Unico e Universale, che ha reso l’ISEE uno strumento quasi universale per i nuclei con figli.

Le DSU passano da circa 6 milioni nel 2016 a oltre 12 milioni nel 2025. Il raddoppio non descrive soltanto un aumento burocratico, ma racconta un sistema di protezione sociale sempre più fondato su indicatori reddituali e patrimoniali aggiornati.

Assegno Unico, ISEE corrente e digitalizzazione: come cambia il welfare delle famiglie

L’introduzione dell’Assegno Unico ha modificato in profondità il rapporto tra famiglie e certificazione ISEE. Per determinare l’importo spettante, il nucleo deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica e rinnovarla ogni anno. Chi non aggiorna l’ISEE entro febbraio subisce, a partire dall’assegno di marzo, la riduzione all’importo minimo previsto. Non sorprende quindi che il 71% delle richieste si concentri nel primo bimestre dell’anno, con una vera e propria saturazione tra gennaio e febbraio.

L’ISEE ordinario resta la forma più utilizzata per l’accesso alla generalità delle prestazioni. Tuttavia cresce in modo significativo anche l’ISEE corrente, che consente di aggiornare redditi e patrimoni in caso di variazioni rilevanti, come la perdita del lavoro o una contrazione del fatturato superiore al 25%. Questo strumento intercetta la volatilità economica e permette ai nuclei di chiedere il ricalcolo delle spettanze quando la situazione attuale peggiora rispetto ai dati dei due anni precedenti.

Nel 2025 le DSU inviate superano gli 11 milioni, mentre i nuclei familiari distinti risultano 10,4 milioni. La famiglia tipo conta in media tre componenti e presenta un ISEE medio superiore a 20.000 euro. Il 48% dei nuclei dichiaranti include almeno un minore e il 25% almeno una persona con disabilità. La metà delle famiglie si compone di tre o quattro persone. Nelle aree metropolitane aumentano i nuclei monogenitoriali, mentre cresce anche il numero delle dichiarazioni con presenza di disabili per accedere ai fondi per la non autosufficienza.

La distribuzione territoriale conferma una maggiore incidenza di certificazioni nel Sud e nelle Isole, dove l’ISEE medio resta strutturalmente più basso e la richiesta di misure di inclusione sociale risulta più elevata. L’espansione dell’Assegno Unico produce però una crescita a doppia cifra anche nel Nord, dove l’indicatore incide sulla modulazione delle tariffe dei servizi educativi.

Il patrimonio informativo raccolto attraverso le DSU alimenta ormai la programmazione delle politiche sociali nazionali. La distanza tra dichiarazioni presentate e beneficiari effettivi dimostra che non tutte le richieste si traducono automaticamente in prestazioni, ma l’indicatore rappresenta comunque la base per la definizione del diritto.

Un ruolo decisivo lo svolge la digitalizzazione. La DSU precompilata, introdotta nel 2020, nel 2025 viene utilizzata dal 16% dei dichiaranti. Il contribuente può trasmettere la dichiarazione tramite il Portale unico ISEE, accessibile anche dal Portale della Famiglia e della Genitorialità, oppure rivolgersi ai CAF, soprattutto in presenza di patrimoni mobiliari complessi. L’attestazione arriva oggi anche sull’app IO, che rende immediata la disponibilità del documento.

Il caso pratico aiuta a comprendere l’impatto concreto. Una famiglia con due figli che presenta l’ISEE aggiornato entro febbraio ottiene l’importo dell’Assegno Unico calibrato sulla propria fascia reddituale. Se omette il rinnovo, da marzo riceve l’importo minimo, con una riduzione significativa del sostegno mensile. In presenza di una perdita del lavoro, può attivare l’ISEE corrente e chiedere il ricalcolo per adeguare l’assegno alla nuova condizione economica.

In dieci anni l’ISEE si trasforma da certificazione selettiva a infrastruttura centrale del welfare pubblico. I numeri mostrano un sistema che si fonda sempre più su dati aggiornati e interoperabilità digitale. Per le famiglie, conoscere le regole e rispettare le scadenze non rappresenta più un adempimento formale, ma una scelta che incide direttamente sul reddito disponibile

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