Debuttano gli Isac, gli indici sintetici di affidabilità contributiva introdotti dall’INPS per rafforzare la compliance previdenziale.
Con la circolare n. 26 del 2026 l’Istituto spiega come funzionano le segnalazioni di scostamento e quali strumenti hanno a disposizione i datori di lavoro per rispondere. Le imprese possono giustificare i dati, adeguarsi spontaneamente o chiedere chiarimenti, senza obbligo di risposta.
La procedura non introduce obblighi immediati ma mira a favorire la collaborazione tra amministrazione e contribuenti, secondo una logica di compliance e regolarizzazione spontanea.
Con la circolare n. 26 del 2026, l’INPS ha illustrato il funzionamento degli Isac, gli indici sintetici di affidabilità contributiva che rappresentano un nuovo strumento di controllo e dialogo tra l’Istituto e i datori di lavoro.
Gli Isac individuano eventuali scostamenti tra i contributi previdenziali attesi e quelli dichiarati dalle aziende. Quando emerge una difformità, l’INPS invia una segnalazione al datore di lavoro attraverso un template dedicato, che consente di fornire una risposta strutturata.
Il sistema offre tre possibili modalità di risposta per ogni segnalazione. Il datore di lavoro può spiegare le ragioni dello scostamento e quindi giustificare i dati contributivi, può scegliere di adeguarsi spontaneamente integrando i contributi INPS oppure può richiedere ulteriori chiarimenti all’Istituto per verificare la correttezza delle informazioni.
L’INPS ha chiarito che la risposta non rappresenta un obbligo formale per le imprese. L’Istituto considera tuttavia auspicabile un riscontro da parte del datore di lavoro, perché consente di chiarire eventuali incongruenze e di migliorare la gestione della posizione contributiva. In assenza di risposta non scattano conseguenze immediate.
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