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Pensione per donne con figli e circa 20 anni di contributi: speranza di ricevere un assegno prima dei 67 anni

Angelina Tortora

Tre figli, oltre vent’anni di contributi e un’età già matura: la pensione anticipata sembra a portata di mano, ma non sempre lo è. Tra soglie economiche, regole contributive e agevolazioni spesso fraintese, la risposta non è automatica. 

A 65 anni, con 22 o 23 anni di contributi e una storia familiare che comprende tre figli, molte lavoratrici cercano risposte su una possibile pensione anticipata per donne con figli.

donna pensione
Pensione per donne con figli e circa 20 anni di contributi: la speranza di ricevere un assegno prima dei 67 anni (Ilovetrading,it)

Il tema ruota attorno a una misura specifica, spesso confusa con altri istituti, e a un dettaglio che fa la differenza tra diritto acquisito ed esclusione.

Pensione anticipata contributiva e figli: quando è davvero possibile

La misura a cui fa riferimento chi ha compiuto 64 anni con almeno 20 anni di contributi è la pensione anticipata contributiva. Si tratta di un canale di uscita riservato esclusivamente a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, rientrando quindi nel sistema interamente contributivo. Questo requisito è decisivo. Anche un solo contributo accreditato prima del 31 dicembre 1995 esclude automaticamente l’accesso a questa forma di pensionamento, indipendentemente dall’età anagrafica o dal numero di figli.

Nel caso di una donna di 65 anni con 22–23 anni di contribuzione, il requisito anagrafico e quello contributivo risultano, in astratto, compatibili. La verifica preliminare riguarda però la data di apertura della posizione previdenziale presso l’INPS. Senza il pieno inquadramento nel contributivo puro, la pensione anticipata a 64 anni non può essere riconosciuta.

Oltre all’età e ai contributi, la pensione anticipata contributiva richiede il rispetto di una soglia minima di importo. Nel 2026 la soglia ordinaria è fissata a tre volte l’assegno sociale. Considerando un assegno sociale pari a 546,24 euro, l’importo minimo della pensione deve raggiungere 1.638,72 euro lordi mensili.

Per le lavoratrici madri il legislatore ha previsto soglie ridotte. Con un figlio la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale, mentre con due o più figli, e quindi anche con tre figli, il requisito economico si riduce a 2,6 volte l’assegno sociale, pari a circa 1.420 euro lordi mensili. Questo è il vero beneficio collegato alla maternità nell’ambito della pensione anticipata contributiva. Se l’importo maturato non raggiunge questa soglia, il diritto non si perfeziona, anche in presenza di tutti gli altri requisiti.

Uno degli equivoci più frequenti riguarda i cosiddetti quattro mesi di anticipo per figlio. Questa agevolazione, fino a un massimo di 16 mesi, non si applica alla pensione anticipata contributiva. Riguarda invece la pensione di vecchiaia nel sistema contributivo puro e incide solo sull’età di accesso a quella specifica prestazione.

Nel caso di una donna che ha già compiuto 65 anni, questo meccanismo non produce effetti pratici sull’uscita anticipata a 64 anni, perché si tratta di due istituti distinti. La maternità, in questo contesto, incide esclusivamente sulla riduzione della soglia economica, non sull’anticipo dell’età.

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