Le dichiarazioni dei redditi cambiano assetto e anticipano il fisco del futuro. Le bozze dei modelli dichiarativi 2026 riscrivono quadri, istruzioni e regole operative, incidendo su contribuenti, professionisti e imprese.
Non si tratta di semplici ritocchi tecnici, ma di un riordino che riflette riforme fiscali già entrate nel vivo.

Tra IRPEF a tre scaglioni, cripto-attività che entrano a pieno titolo nei modelli, concordato preventivo biennale e controlli più stringenti, il 2026 segna un passaggio chiave per la compliance fiscale.
Dichiarativi 2026: cosa cambia davvero nei nuovi modelli fiscali
Con la pubblicazione delle bozze aggiornate dei modelli dichiarativi 2026, l’Agenzia delle Entrate mette nero su bianco l’impatto operativo delle ultime riforme tributarie. I modelli non si limitano a recepire nuove norme, ma riorganizzano la struttura stessa delle dichiarazioni, rendendo più evidente il collegamento tra redditi, patrimonio, agevolazioni e controlli.
Il Modello 730/2026, i Redditi PF, SP, SC ed ENC, l’IRAP e il 770/2026 mostrano una direzione comune: ampliare la platea delle informazioni dichiarate, rafforzare la coerenza dei dati e ridurre le zone d’ombra. Parole chiave come riforma IRPEF, locazioni brevi, CIN, cripto-attività e Concordato preventivo biennale entrano stabilmente nel linguaggio dichiarativo. Il risultato è un sistema più integrato, che richiede maggiore attenzione già in fase di compilazione.
Il Modello 730/2026 cambia volto attraverso un riordino dei quadri che semplifica la lettura ma amplia il perimetro dichiarativo. La tassazione separata confluisce nel nuovo quadro M, mentre il quadro W estende l’utilizzo del 730 a imposte patrimoniali come IVIE e IVAFE, includendo anche le cripto-attività.
Il modello recepisce la riforma IRPEF a tre scaglioni, aggiorna la disciplina delle locazioni brevi e integra l’obbligo del Codice Identificativo Nazionale, oltre a coordinarsi con le regole sui lavoratori frontalieri. Nei Redditi SP debutta il quadro CP, dedicato al Concordato preventivo biennale, con riflessi sugli altri quadri e un’attenzione specifica alle imprese agricole giovanili. I Redditi SC ed ENC rafforzano la gestione del costo del lavoro, dei bonus edilizi e delle cripto-attività, segnalando una crescente integrazione tra fiscalità d’impresa e strumenti digitali.
L’IRAP si allinea al concordato preventivo e mantiene il focus sugli Aiuti di Stato, mentre il 770/2026 introduce regole più rigide sugli invii separati, valorizza il quadro DI e intensifica i controlli di coerenza. In pratica, i dichiarativi 2026 non chiedono solo di dichiarare di più, ma di dichiarare meglio, perché ogni quadro dialoga con gli altri e anticipa verifiche sempre più puntuali.






