I ricchissimi bonus dell’edilizia vanno in fumo? Probabilmente si. E’ il Sole 24 Ore che mette in evidenza un rischio insidioso nell’attuale situazione dell’edilizia italiana. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta perché davvero è meglio vederci chiaro.
Innanzitutto ricordiamo che i bonus al 110% hanno dato una spinta notevole al settore dell’edilizia. Un incoraggiamento che serviva da tempo in un settore boccheggiante e che aveva ricevuto dalla pandemia il colpo di grazia. Dunque nel settore dei muratori e dei capi cantiere dovrebbe teoricamente essere tornato il sereno. Però non è così. C’è una minaccia nascosta che rischia di rendere molto problematico questo passaggio dell’edilizia italiana. Chi non è del settore chiaramente lo ignora ed è abbagliato dall’importanza del bonus 110%.
Ma gli esperti del comparto sanno bene che negli ultimi mesi la crescita del costo delle materie prime è stata davvero tremenda. Ance ha pubblicato i dati degli aumenti del costo a monte davvero parlano chiaro. Alcuni incrementi: +128% per il costo del polietilene, +73,8% relativamente al Pvc, +25,2% il bitume e addirittura +243% per l’acciaio per cemento armato. Ma allora che cosa succede ai tanti cantieri esplosi grazie al super bonus 110%? La situazione è ben diversa tra i cantieri che sono già partiti e quelli che devono partire. I lavori che sono già partiti diventano un grosso problema per le imprese edili. Delle vere e proprie sabbie mobili perché i prezzi stabiliti nel contratto chiaramente adesso diventano davvero troppo bassi a fronte dell’impennata delle materie prime.
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Invece per quanto riguarda i cantieri che devono prendere il via adesso la questione è diversa, ma non poi più di tanto.
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I prezzari di riferimento per il bonus non sono stati aggiornati al l’impennata delle materie prime e pertanto le imprese difficilmente chiuderanno i contratti che ormai sanno bene essere quasi in passivo.
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