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Presidi-sceriffi contro prof. no-vax e in alcune regioni sono tanti i non vaccinati

L’attuale governo vuole a tutti i costi una scuola in presenza e per fare questo c’è bisogno di una normativa che a molti non piace. Vediamo di che si tratta.

Sì annuncia un ritorno a scuola Un po’ turbolento quest’anno punto il covid ovviamente rende tutto più complesso ed il governo draghi è lontano anni luce dal governo Conte. Il governo Conte aveva affrontato il complesso legame covid scuola in una maniera molto particolare. Il precedente esecutivo aveva fatto capire agli italiani che col covid purtroppo si doveva fare i conti ma che si poteva sfruttare la pandemia per modernizzare l’apparato scolastico.

Il sindacato dice no

La temuta pandemia di covid-19 diventava così l’occasione per trasformare la scuola italiana in una scuola moderna che utilizzava a piene mani la didattica a distanza e gli strumenti informatici. Il governo Draghi ragiona e comunica in un modo opposto. Vede la didattica a distanza come un qualcosa di troppo problematico per gli studenti e che si traduce in uno scadimento forte della qualità dell’istruzione. E siccome il governo attuale punta molto sulla qualità della Formazione scolastica la scuola dovrà essere necessariamente in presenza. Ovviamente per avere una scuola in presenza ci vuole il pass e qui arrivano le frizioni con i sindacati. I sindacati contestano molte cose dell’attuale piano del governo.in anzitutto il fatto che i presidi debbano controllare. Poi, soprattutto la sospensione senza stipendio dopo 5 giorni senza Green pass.

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Ma come stanno attualmente le cose? Quanti saranno i riottosi che metteranno i bastoni tra le ruote ai piani del governo, per ora non si sa. Tutto quel che si può vedere attualmente sono i numeri dei lavoratori della scuola non vaccinati.

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Ma in alcune regioni i non vaccinati sono tanti. In Toscana ad esempio tra il personale scolastico addirittura il 24% non è ancora vaccinato. Che succederà?

Salvatore Dimaggio

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