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Covid

Scienziati durissimi: siamo all’apartheid vaccinale. Così la pandemia non finirà mai.

Il British Medical Journal ci va giù davvero duro nel descrivere quello che sta facendo il mondo contro il covid. Ed usa una formula brutta ed infamante. Tuttavia ahimè probabilmente gli autori dell’articolo hanno pienamente ragione.

La chiamano l’apartheid vaccinale ma non sono i primi ad utilizzare questa terribile formula. Già il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della sanità alcuni mesi fa aveva utilizzato la medesima formula. Ma che cosa sta succedendo? Le case produttrici dei farmaci, dei famosi vaccini anti covid sono tutte occidentali. Tutte appartengono ai paesi ricchi. Tutte coprono le loro scoperte con brevetti e non consentono ad altre aziende di produrre i loro farmaci. Questo tiene alto il costo dei vaccini e fa sì che i paesi poveri non se li possano permettere.

Crudele e miope

Infatti nei paesi poveri in realtà sono pochissime le persone vaccinate mentre nei paesi ricchi si parla già di terza dose. Diciamo che per metà del pianeta anche solo la prima dose è un miraggio forse irrealizzabile. In questo senso difficile non dare ragione a chi parla di apartheid vaccinale. Non si tratta necessariamente di una discriminazione razziale, ma sicuramente una che ha come linea di demarcazione la ricchezza del paese da cui si proviene. Tutto questo non è solo assolutamente non etico ma anche incredibilmente miope. Se metà del pianeta rimane in balìa della pandemia, resterà sempre un bacino inesauribile di nuove varianti. Davvero il fatto che un solo contagiato a Wuhan abbia messo in ginocchio un intero pianeta non ci ha insegnato proprio nulla.

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Eppure consentendo anche alle aziende dei paesi in via di sviluppo di produrre i vaccini il prezzo si abbasserebbe e si potrebbe consentire a molte più persone di avervi accesso.

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Le aziende produttrici hanno diritto di guadagnare, ma in questo come non vedere l’assurdità di mantenere del tutto rigido questo principio?

Salvatore Dimaggio

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