Sappiamo bene che il gas naturale ha subito un impennata davvero feroce e con pochi precedenti. Non è un caso isolato: l’inflazione è tornata di prepotenza come non la si vedeva da anni.
Abbiamo vissuto un lungo periodo nel quale ci eravamo dimenticati dell’inflazione, anzi, i report delle banche centrali dicevano addirittura che fosse troppo bassa. Ma oggi è tornata su tantissime materie prime. Ricordiamo che l’alluminio è raddoppiato e che tante materie prime hanno subito rincari in alcuni casi davvero tremendi. Che fare? Le banche centrali dovrebbero aumentare i tassi. Questa è l’unica risposta possibile e seria, ma hanno il terrore di farlo per non far crollare una borsa ormai assuefatta da anni agli stimoli e tassi quasi zero, poi diventati zero spaccato. Conseguenza per le famiglie europee: rincari tremendi sulla bolletta.
Il Ministro Cingolani non ha cercato di indorare la pillola: il rincaro sarà del 40%. Una mazzate tremenda che si rimangia in un colpo solo tutti i vari bonus. Ma negli altri paesi europei che succede? La mazzata c’è anche per loro ma alcuni governi trovano il modo di attenuarla. In Spagna il governo dice che i rincari dovranno essere scaricati sulle compagnie energetiche che stanno facendo affari d’oro in questo periodo. Ma non si sa se basterà e a quante compagnie potrà applicarsi concretamente. Perchè è vero che tante aziende del comparto fanno affari d’oro ma è altrettanto vero che comunque la materia prima è effettivamante più cara.
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Intanto la Grecia pensa ad un bonus che dovrebbe aiutare la maggior parte delle famiglie a sostenere i rincari. Misure sociali variegate, dunque che hanno lo scopo preciso di non gelare la ripresa post lockdown.
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Tutta europa vuole stimolare i consumi ed i bonus sono serviti principalmente a questo: ad evitare che il vecchio continente si terrorizzi e non consumi. Questo genererebbe una pericolosa spirale. Ma rincari del genere possono bloccare tutto.
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