Tutte le famiglie italiane devono fare i conti con la brutta bestia dell’inflazione. Anzi per meglio dire tutte le famiglie del pianeta dovranno farci i conti.
La pandemia di covid ha costretto le banche centrali a lasciare i tassi a zero. Questo ha consentito all’economia di recuperare terreno molto velocemente ma ha avuto come sottoprodotto l’impennata dei prezzi. Inoltre l’impennata dell’economia ha fatto aumentare la domanda di tante materie prime in maniera sproporzionata rispetto all’offerta. Ciò ha creato non solo un’impennata dei prezzi vertiginosa ma anche una vera e propria penuria su tanti fronti. L’industria e la produzione sono colpite in molti modi ma anche le famiglie vengono duramente tartassate. Secondo le associazioni dei consumatori ogni famiglia pagherà addirittura €1000 in più quest’anno a causa dell’inflazione. Aumentano la luce e il gas, vero grande problema di questa crisi energetica. Ma aumentano anche il caffè, la pasta, la benzina. Insomma gli aumenti sono a tutto tondo e i maggiori costi produttivi per le aziende vengono inevitabilmente scaricati sui consumatori.
Un fenomeno paradossale e sta accadendo nel Regno Unito. Nel Regno Unito infatti ben 10 utility, vale a dire aziende che producono e distribuiscono luce e gas sono fallite in queste ultime settimane a causa dell’inflazione che ha reso i loro servizi fuori mercato. Il modo per difendersi è uno solo: risparmiare. Cambiare radicalmente le proprie abitudini riguardo all’illuminazione al riscaldamento della casa e ridurre l’utilizzo dell’auto allo stretto indispensabile. Purtroppo l’inflazione è un fenomeno non transitorio.
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La speranza è che anche i governi mettano mano a questa situazione riducendo l’impatto sulle famiglie. Ma la strada per governi e banche centrali non è facile.
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I prossimi rincari attesi sono focalizzati sulla benzina.
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