Le famiglie dovranno prepararsi a rincari notevoli di questo bene essenziale.
I costi del pane tra nord e sud sono molto diversi. Ciò indigna sia le associazioni dei consumatori che alcune associazioni degli stessi panificatori. Eppure il costo del grano è uguale ovunque non solo in Italia ma nel mondo. Infatti è fissato su Borse internazionali. Ma vediamo nel concreto le differenze di costo tra le varie parti d’Italia. In una grande città del nord il pane può tranquillamente superare i €4 al kg. Al sud una famiglia può trovare un chilo di pane a meno di €3. Tutto ciò può sembrare assurdo visto che la materia prima ha un costo che fluttua ma che è assolutamente standardizzato per tutto il pianeta. Tuttavia vi è da tener presente che il costo per mantenere aperta un’attività di panificazione al nord e al sud è notevolmente diverso. Ma adesso la grande questione sono i rincari del grano. Il grano è aumentato di prezzo fino al 60%.
Questo avrà inevitabili effetti a catena su tutta la supply chain della panificazione. Siamo in uno scenario pienamente inflazionistico e di conseguenza non dobbiamo stupirci i se le materie prime aumentano e nemmeno se aumentano i prodotti che poi le famiglie devono concretamente comprare. L’inflazione è un fenomeno estremamente complesso ed interconnesso. Questo perché è la produzione di beni e servizi ad essere fortemente legata. Quando pensiamo alla panificazione non dobbiamo pensare unicamente al costo del grano che è aumentato tanto, ma anche al costo dell’energia necessaria per produrre il pane. Dobbiamo pensare ai maggiori costi delle macchine necessarie alla panificazione ed al maggior costo della benzina per i trasporti. Di conseguenza l’inflazione è un fenomeno assai interconnesso.
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Il pane sta scontando e soprattutto sconterà questa spirale inflazionistica. Ciò vale anche per la pasta che sta accusando il duro colpo soprattutto sul fronte dell’export.
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Per le famiglie italiane si presenta il duro compito di dover fare economia in ogni modo.
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