La battuta di Croft di RBC Capital Markets ben sintetizza l’attuale imprevedibilità estrema della crisi dell’energia.
Ci sono forti dubbi che la Russia riuscirà davvero a soddisfare la richiesta energetica dell’Europa. Primo perché non è chiaro se ne abbia proprio i mezzi dovendo rifornire comunque anche l’Asia. In secondo luogo perché non è detto che Putin farà davvero tutto quello che può per riscaldare l’Europa se l’Unione Europea non accetterà tutte le tue condizioni sul chiacchierato North Stream 2. Ci sono davvero troppi fattori in gioco per cercare di prevedere la crisi energetica che sta attanagliando il mondo. Una crisi senza precedenti ed assolutamente imprevedibile. Eppure dalla crisi energetica deriva a cascata tutta una serie di conseguenze sull’economia. La crisi energetica impatta sull’inflazione così come impatta sulla capacità di produrre.
Ma ha un impatto fortissimo anche sulla capacità di spesa delle famiglie. Uno dei dubbi più forti, poi è legato al clima. Un inverno freddo o un inverno mite rappresentano due scenari totalmente diversi per la crisi energetica. E la battuta di Croft lo sintetizza bene. Se l’inverno dovesse essere mite questo chiaramente potrebbe essere un fattore positivo sul fronte della crisi energetica. Se al contrario dovesse rivelarsi rigido, questo acutizzerebbe la crisi in una maniera drammatica. Prevedere oggi dunque l’evoluzione della crisi energetica è praticamente impossibile, dati i troppi fattori in gioco che si influenzano a vicenda.
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Eppure dalla crisi energetica deriverà tanta parte del panorama di questa ripresa minacciata da troppo su più fronti.
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Ad ogni modo il costo delle materie prime continua a crescere e l’Europa sostanzialmente come era prevedibile non ha deciso alcuna strategia per fronteggiare i rincari a cui saranno costrette le famiglie
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