Gli esports in Italia valgono 47 milioni. I videogame non sono più soltanto un gioco

La notissima società di analisi di mercato Nielsen ha certificato il valore degli esports in Italia. Ben 47 milioni nell’ultimo anno.

Numeri impressionanti che fanno capire come il settore degli esports ormai sia uscito dalla sua fase embrionale e sia diventato un fenomeno di tutto rispetto. Si tratta di un comparto che muove cifre importanti e che risulta sempre più appetibile da tanti player. Eppure gli addetti ai lavori denunciano uno scarso interesse da parte delle istituzioni per questo fenomeno che altrimenti potrebbe essere ancora più ricco e più importante. Evidente come gli esports siano un settore vario e capace di trainare anche degli altri. È notevole vedere come tanti brand che teoricamente non sono legati al mondo dei videogame utilizzino questi come driver di crescita. Lo abbiamo visto recentemente con Netflix e con Amazon Prime. Oppure con Ikea che ha dedicato tutto un settore della sua produzione di mobili proprio al gaming. Gli esports non sono soltanto un settore ricco ed in crescita, ma anche un bacino di lavoro.

Opportunità di lavoro

Sempre secondo gli addetti ai lavori potrebbero esserlo ancora di più se le istituzioni si interessassero ad essi e se ci fosse più formazione. Perché in effetti in questo settore c’è difficoltà difficoltà di reperire figure qualificate. Dunque anche l’occupazione gioverebbe trarrebbe giovamento da uno sviluppo del settore. Particolarmente significativo è anche un altro valore sottolineato da Nielsen. Infatti sono ben 1.620.000 gli appassionati assidui che seguono un evento esports più volte in una settimana.

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Nielsen denuncia un’immaturità non del settore in se stesso, ma di tutto coloro i quali potrebbero investire in questi eventi e che invece ne sottovalutano la capacità di creare attrattiva e coinvolgimento ben oltre gli spettacoli più tradizionali come quelli televisivi.

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Insomma ci sono ampi margini di crescita sul settore pubblicitario ancora davvero poco sfruttato.

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