Il reddito di cittadinanza torna nuovamente nel mirino.
Ieri il governo lo ha rifinanziato con una cifra importante, ma la vicenda dei 50 rumeni che lo percepivano irregolarmente senza essere, mai stati in Italia e senza neppure conoscere l’italiano ha fatto scalpore. Sono tante le vicende di questo tipo scoperte delle forze dell’ordine e ormai sono anche troppe. Lega, Fratelli d’Italia e renziani chiedono con forza che sia abolito. Per il MoVimento 5 Stelle invece va assolutamente mantenuto. Uno scandalo come quello dei 50 rumeni tuttavia pone degli interrogativi alla politica. Un caso del genere, così come tutti i casi riscontrati finora di personaggi che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne titolo vanno a sottolineare come questo strumento abbia maglie davvero molto larghe. Ecco perché senza dare troppo nell’occhio sta venendo modificato in una maniera tale da rendere più difficile il suo percepimento e più facile perderlo. Infatti adesso dire di no ad una proposta di lavoro Anche se distante o anche se avanzata in modo informale significa automaticamente perderlo.
Quello in corso è un dibattito oggettivamente complesso perché se da un lato non si vuole lasciare scampo a chi guadagna pur non avendo titolo dall’altro sarebbe drammatico lasciare scoperto dell’unico elemento di sostentamento famiglie che altrimenti non saprebbero come andare avanti. Il dato recente che dimostra come nel meridione d’Italia ci siano più disoccupati da oltre 12 mesi che in tutta la popolosa Germania fa scalpore e deve indurre a riflettere. In Italia politiche serie che mirino a creare occupazione al sud non ne sono state mai fatte o non hanno sortito risultati.
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Dunque è difficile che questo strumento possa essere rimosso senza arrecare un danno enorme a chi lo percepisce in modo legittimo.
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