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E’ polemica: la riforma dei bonus casa discrimina proprio i più poveri

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Salvatore Dimaggio

Vediamo come le riforme dei vari bonus casa l’hanno fatto diventare un aiuto grottesco a chi ha di più.

Mentre la stampa festeggiava la conferma dei vari bonus casa, sono saltate fuori delle “piccole modifiche” che poi invece si rivelano molto grandi. Ma andiamo con ordine. Ci sono tanti bonus casa e sono stati prorogati con quale modifica nella nuova finanziaria. Ma il governo vuole ridurre gli esborsi enormi dovuti ai bonus. Come fare senza dare l’impressione di fare marcia indietro su uno strumento tanto amato dagli italiani? Come tagliare senza tagliare? Semplice: facendo sparire cessione del credito e sconto in fattura. In pratica adesso il lavoro per il quale si chiede il bonus, non lo si può più pagare con cessione del credito e sconto in fattura, dunque beneficiando subito del bonus. Ora questo non lo si può più fare.

Bonus solo per chi ha i soldi

Oggi l’unica via per usufruire dei bonus casa è quella di pagare (ma guarda un po’) e poi avere in rimborso spalmato negli anni come detrazione sulle imposte. Ma se i soldi per i lavori oggi non ci sono? Il lavoro non lo puoi fare ed il bonus lo perdi. Tutto ciò per fortuna non vale per il Superbonus 110%, ma per tutti gli altri si. Che senso ha un bonus che sostanzialmente aiuta chi ha di più e taglia fuori chi ha di meno? A noi sfugge. Se il Governo voleva tagliare l’esborso per i bonus poteva farlo in una maniera tale da non andare a colpire paradossalmente proprio chi ha meno mezzi.

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Auspichiamo che la norma possa essere riformulata in modo tale da non andare a tagliare fuori proprio chi ha meno risorse.

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Anche perchè con i rincari che hanno colpito i settore dell’edilizia questo sarebbe ancor più grave e discriminatorio.

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