L’inflazione non molla la sua presa, anzi rilancia.
Federconsumatori sta mappando la situazione dei rincari e purtroppo ciò che emerge non è positivo. La farina è aumentata del 38% in pochi mesi. In particolare tra marzo e ottobre 2021 il costo della farina è aumentato appunto del 38%. Quanto ci vorrà prima che questi aumenti vengano trasferiti al consumatore finale? In parte sta già avvenendo. La pasta integrale ha avuto un incremento del 33% mentre il pane è salito del 11%. Come sappiamo le materie prime stanno salendo a livello globale e in tutti i settori si lamentano forti rincari ammonte nei costi di produzione. Non sorprende che arrivino questi rincari anche sul fronte della panificazione e dell’industria della pasta. Anzi questo era praticamente inevitabile. Tutte le filiere produttive stanno patendo questa situazione e addirittura alcune aziende minacciano di sospendere la produzione perché i costi sono saliti troppo.
Il presidente di Assopanificatori Davide Trombini in un’intervista a Repubblica ha sottolineato come il costo delle materie prime sia aumentato in modo davvero consistente. Ha sottolineato anche come i panificatori a fino ad ora lo abbiano assorbito, cercando di non riversarlo sul consumatore, ma l’attuale volume di rincari è così forte che questo oggi non è più possibile. Ma ripetiamo, questa situazione è destinata a continuare perché i rincari sulle materie prime sono continui. Inoltre, non dobbiamo neanche dimenticare che anche il costo del caro carburanti e del caro bolletta incide perché in tutti i passaggi della panificazione e della produzione della pasta ovviamente c’è la necessità di trasporti sui quali pesa il caro benzina e di energia elettrica aumentata anche fortemente.
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Insomma l’inflazione è un fenomeno complesso nel quale un rincaro ne alimenta altri a catena.
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