La bolla immobiliare cinese non arresta la sua marcia.
Lo scandalo Evergrande ha scosso gli analisti di tutto il mondo. Lo scoprire che l’immobiliare cinese ha un debito colossale pari a 5000 miliardi di dollari ha fatto il resto. Da mesi gli analisti cercano di capire la reale situazione del comparto strategico per il Paese del dragone, ma purtroppo le novità che emergono non sono positive. Le aziende in sofferenza sarebbero tante e la situazione appare decisamente più critica di quanto non fosse sembrata all’inizio. Ma adesso dalla Cina giunge una nuova notizia in grado di aumentare la tensione su questa delicata questione. Kaisa un colosso dello sviluppo immobiliare cinese ha fatto una dichiarazione clamorosa.
Ha annunciato la sospensione della quotazione sul suo titolo sulla borsa di Hong Kong: questa notizia ha sorpreso in molti. Che cosa sta succedendo e perché si è autosospesa dalla borsa? Pare che Kaisa non stia riuscendo ad onorare i propri debiti e peraltro il titolo il 4 novembre ha registrato un autentico tonfo del -15% in borsa. Non si sa se la decisione di sospendere il titolo sia stata della stessa Kaisa o della Borsa di Hong Kong. Sicuramente la situazione è degna di attenzione perché in molti sostengono che la bolla immobiliare cinese potrebbe espandersi a tutto il pianeta. Tra l’altro la stampa asiatica dà praticamente per scontati altri default di grandi sviluppatori immobiliari.
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Il governo del dragone continua nella sua politica: conferma di non voler aiutare le aziende in crisi, ma è anche noto che si sta impegnando per scongiurare il credit crunch.
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Con la notevole ripresa dei contagi in Cina la situazione rischia di diventare particolarmente pesante.
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