L’inflazione sta colpendo in modo duro tanti aspetti della vita di tutti i giorni.
Per le famiglie rende più difficoltoso fare la spesa e pagare le bollette, per le imprese rende più costosa la produzione, tanto che non mancano aziende che stanno annunciando tagli o addirittura sospensioni alla produzione stessa. È un problema generalizzato che parte dal rincaro dell’energia e di tantissime materie prime per poi riversarsi a cascata su tanti aspetti della società. Ed inevitabilmente anche il mondo dei mutui è stato toccato da questi rincari. Specialmente chi contrae o di un mutuo a tasso fisso purtroppo può farlo a condizioni peggiori rispetto al passato.
L’inflazione è un fenomeno profondamente dannoso per la società e bisogna dire che un po’ ce l’eravamo dimenticata. Infatti siamo vissuti in un periodo di bassa inflazione per tanti anni. Anzi, gli esperti addirittura per tanto tempo hanno denunciato un’inflazione persino troppo bassa. Ma oggi lo stesso fenomeno inflazionistico che si è abbattuto sulle nostre bollette dell’energia torna a farsi sentire anche sul mercato dei mutui, vediamo come. Il termometro sono gli indici Eurirs, questi indici si riflettono direttamente sui mutui a tasso fisso. Se all’inizio del 2021 erano a -0,02% oggi sono 0,5%. Un salto notevole. Si stima anche una crescita degli indici Euribors. L’inflazione attesa si attesta su un 2,08% nell’Eurozona. Era dal 2013 che non si toccavano valori così alti.
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Certamente una situazione problematica che si va a sommare a tutte le altre questioni che l’inflazione apre a carico dei cittadini.
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Il settore immobiliare si riscopre così più fragile: da un lato mutui più costosi che possono scoraggiare chi voglia contrarli e dall’altro rincari delle materie prime che mettono in sofferenza il comparto.
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