Il caro benzina è un fenomeno che sta duramente provando le famiglie italiane ma anche le aziende.
Produrre e trasportare beni e servizi diventa molto più oneroso ed ovviamente il prezzo finale degli stessi deve aumentare. Il rialzo dell’energia è un problema globale e Cina ed India sono così spaventate dal rialzo dei prezzi dell’energia da tornare all’inquinantissimo carbone tra le proteste della comunità internazionale. Le speranze in queste settimane si sono concentrate sul l’Opec, l’associazione dei paesi produttori di petrolio. A più riprese si era sperato che l’Opec potesse aumentare la produzione di petrolio. Ovviamente un aumento della produzione di petrolio avrebbe fatto abbassare i prezzi e avrebbe dato un po’ di respiro ai mercati. La Casa Bianca si era fortemente spesa in questo senso pregando l’Opec di aumentare la produzione. Anche perché il costo del petrolio è uno dei forti motori dell’inflazione mondiale.
Ma l’Opec nelle ultime riunioni ha sempre ribadito di non voler aumentare la produzione petrolifera e di voler mantenere i prezzi alti. In questo scenario i rincari della benzina, lungi dall’essere un fatto transitorio è evidente che dovranno continuare. Questo perché finché l’Opec non decide di aumentare la quantità di petrolio estratto, un cambiamento sull’attuale trend è assai difficile. Ecco perché molti analisti si attendono ulteriori rialzi sul prezzo della benzina. La situazione sarà da monitorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Non è escluso che la comunità internazionale trovi il modo di fare abbastanza pressione sui paesi produttori da costringerli ad aumentare la produzione. Tuttavia per come stanno le cose attualmente, ulteriori rincari sono assai probabili.
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Per gli italiani certamente una cattiva notizia, anche perchè l’inflazione ormai è arrivata a lambire anche la filiera del cibo.
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Come detto il prezzo del petrolio è un potente generatore di inflazione che va ben oltre il pieno all’auto.
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