Ormai siamo abituati al fatto che la borsa non rifletta l’economia reale.
Da quando le banche centrali hanno preso la loro china ultra espansiva le borse hanno cominciato a salire senza sosta scollandosi completamente dalla realtà. Come sempre più analisti sottolineano, l’attuale crescita abnorme dei mercati più che un segnale di forza è un segnale di debolezza. I mercati borsistici semplicemente stanno continuando a reagire alle politiche ultra espansive delle banche centrali ed ai tassi a zero. Le borse non sono preoccupate dall’inflazione o della crisi della supply chain, o dalla quarta ondata di Covid. Le borse vogliono soltanto che la Fed e la Banca Centrale Europea continuino nella loro politica ultra espansiva.
Ed infatti la BCE le ha proprio accontentate giurando che i tassi resteranno a zero per tutto il 2022. Insomma un idillio meraviglioso che lascia fuori quella cosa chiamata realtà. Ma a disturbare questo idillio amoroso tra borse e banche centrali ci pensa proprio quell’inflazione nutrita dai soldi stampati a casaccio. Per quanto le banche centrali la vogliano negare ad un certo punto dovranno pur farci qualcosa. Dovranno insomma cominciare ad alzare i tassi quando l’inflazione renderà difficoltoso fare la spesa per le famiglie e produrre per le aziende. In realtà lo sta già facendo, ma le banche centrali fanno finta di niente. Ma quando tutto questo meccanismo si romperà, la borsa sarà costretta a ritornare a valori più realistici e secondo molti analisti questi si trovano molto molto più in basso dei record fantascientifici attuali.
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Probabilmente se non ci fosse stato il Covid, gli istituti centrali avrebbero cercato di far sgonfiare la bolla gradualmente.
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Chi lo sa. Ma oggi o domani l’inflazione potrebbe costringerle ad agire ed a cambiare rotta.
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