Come possono fare gli eredi per fatturare le prestazioni effettuate ma non ancora pagate del professionista defunto?
A spiegarlo è autorevolmente l’Agenzia delle Entrate con la risposta numero 785 del 19 novembre 2021. Immaginiamo il caso di un professionista venuto a mancare. Ha svolto una serie di attività che progressivamente vengono pagate. Venendo pagate dai clienti, devono essere fatturate. Ma come si può fare se la partita IVA è stata chiusa, appunto, per la morte del professionista? L’Agenzia delle Entrate risponde a questo caso complesso. L’unica via possibile per poter fatturare le prestazioni professionali del professionista defunto è aprire nuovamente la partita IVA.
L’Agenzia delle Entrate nell’occasione di questa risposta spiega anche che la cessazione dell’attività non si ha con la morte del professionista, ma solo con la cessazione di tutte le operazioni professionali. Dunque in concreto gli eredi cosa devono fare? Ciò che gli eredi dovranno fare sarà riaprire la partita IVA in nome del professionista defunto, svolgere tutte le operazioni del caso e dunque tutte le fatturazioni dopodiché chiuderla. Ecco spiegata dunque l’unica via praticabile per andare a fatturare tutte quelle professioni prestazioni professionali che non sono state ancora fatturate. In pratica l’obbligo di fatturazione del de cuius si trasferisce agli eredi. Gli eredi, in nome del de cuius espletano tale obbligo che ora grava su di loro. Mettendo da parte il caso specifico è rilevante notare come le attuali vicende legate al covid hanno visto un autentico crollo degli autonomi.
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Le partite IVA sono diminuite in modo impressionante ed anche il recente rimbalzo della produzione ne ha recuperata soltanto una parte di tutte quelle perdute.
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Le associazioni di categoria lamentano come le condizioni per le partite IVA siano spesso davvero pesanti fiscalmente e da tempo si chiede un alleggerimento del carico fiscale.
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