Le borse di tutto il mondo guardano con preoccupazione a due fattori chiave.
Ognuno di essi da solo, se prende la piega sbagliata, potrebbe far deragliare la ripresa economica. Il primo è la quarta ondata di Covid. Settimana dopo settimana si allunga la lista dei paesi europei finiti in lockdown. Adesso siamo ad Olanda ed Austria ma la prossima settimana potrebbero arrivare brutte notizie riguardo la Germania. Lockdown significa chiusura di negozi ed aziende e significa anche mandare in fumo la ripresa economica ed appesantire quella crisi della supply chain che sta creando infiniti problemi alle aziende di tutto il mondo. Il secondo dato monitorato in modo preoccupato dai mercati è quello dell’inflazione. Le filiere produttive hanno difficoltà a produrre e tante aziende hanno cominciato a rallentare la produzione. I costi delle materie prime e i costi dell’energia si fanno sempre più pressanti.
La Banca Centrale Europea così come l’omologa USA continuano ad ignorare il fenomeno dell’inflazione ed a non fare nulla per contenerla. Facendo così vogliono rassicurare le borse. Ma se l’inflazione dovesse crescere troppo e colpire la produzione al cuore, non ci sarebbe politica accomodante che tenga. Di conseguenza gli analisti guarderanno con grande apprensione a questi valori ma soprattutto al nuovo capo della Federal Reserve. Da un lato i mercati amaro le politiche espansive ed accomodanti ma stavolta è diventato evidente a tutti che continuare ad ignorare l’inflazione può essere molto pericoloso. Chiunque sia il nuovo numero uno della banca centrale americana, è assai difficile che faccia qualcosa per contenere l’inflazione. Ma questa politica sta attirando sempre maggiori critiche.
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Il compito della banca centrale non è quello di gonfiare le borse ma di mantenere la stabilità dei prezzi.
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Vi raccontiamo spesso di queste critiche che aumentano sempre di intensità.
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