L’inflazione è in aumento in tutto il mondo ed ormai ha raggiunto dimensioni preoccupanti.
C’è già chi fugge dai mercati, ma le borse globalmente continuano a salire. Si notano movimenti difensivi verso l’oro o altri beni di rifugio atipici come le criptovalute, ma l’azionario per ora tiene. Ma se si è in quella maggioranza che vuol continuare ad investire sull’azionario bisogna fare attenzione. Sebbene inflazione e Covid minaccino i mercati in modo pesante in effetti c’è chi ritiene di restare sull’azionario. Ma con l’inflazione, anche restando sull’azionario, il nostro modo di investire deve cambiare. L’inflazione distorce le dinamiche usuali e rende più difficile la programmazione aziendale. Ma non basta. L’inflazione stavolta si accompagna alla crisi della supply chain ed al covid. Si tratta di una situazione particolarissima che rende tutto più fumoso ed imprevedibile. Vediamo perchè.
Il Covid sta mettendo in lockdown un paese europeo dopo l’altro e questo chiaramente è un enigma in merito alla continuità della produzione. Lo stesso dicasi per il rincaro delle materie prime che rende difficile per le azione approvvigionarsi. Ma se la produzione è tutta quanta in forte stress, ci sono aziende che riescono a destreggiarsi meglio in queste emergenze ed altre che lo fanno peggio. Non è detto che l’azienda di norma più virtuosa, sia quella meglio attrezzata per resistere a queste crisi. Insomma, se crediamo in un comparto e ci vogliamo investire, è meglio ripartire il nostro investimento su più aziende. Ma è anche meglio aumentare il numero dei comparti e diversificare anche con una certa fetta di beni di rifugio. Insomma con l’incertezza che regna sovrana sui mercati, la diversificazione deve crescere su più fronti.
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Comunque anche se crediamo nell’azionario, valutare un piccolo investimento di copertura in un bene di rifugio non è una cattiva idea.
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Ve ne parliamo negli articoli linkati in questa parte della pagina.
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