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Economia

Quarta ondata potrebbe far precipitare la crisi della supply chain: produzione in tilt

La crisi della supply chain sta rendendo difficoltosa la produzione nelle filiere di tutto il mondo.

Anche se la sua forma più grave ed appariscente è la crisi dei chip che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica mondiale, in realtà le interruzioni nella catena degli approvvigionamenti planetaria sono veramente tante. La produzione è un complessissimo meccanismo globale che ha bisogno che tutte le parti funzionino in modo coordinato ed efficiente. Il Covid ha bloccato una buona parte di questa catena produttiva e quando la produzione è ripresa non lo ha fatto certo in modo ordinato. La crisi della supply chain secondo molti analisti durerà anni. Sbagliato vedere questa crisi semplicisticamente come un ingorgo di container nei porti di tutto il mondo. Le difficoltà di approvvigionamento di beni semilavorati e di materie prime sono una scacchiera assai contorta. L’ondata di chiusure causata dal ritorno del Covid potrebbe far precipitare questa delicatissima situazione.

Le chiusure sarebbero pesanti

Difatti la quarta ondata sta colpendo l’Europa con grande durezza. Austria ed Olanda sono già in lockdown ed il rischio concreto è che anche la locomotiva tedesca e la Francia vi finiscano presto. In particolare la Germania è assai vicina a numeri che giustificherebbero già il lockdown. Nuove chiusure proprio nel momento in cui si cerca di rimettere ordine nella catena degli approvvigionamenti potrebbero davvero essere tremende per questo scenario. Ecco perché si cerca di evitare i lockdown in ogni modo. Costringere nuovamente aziende, commercianti e distributori a chiudere significherebbe creare una sorta di seconda crisi della supply chain su quella che già esiste e rendere il tutto davvero contorto.

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Abbiamo riportato l’analisi di un noto editorialista americano che paragona la situazione attuale a uno scenario post-bellico nel quale la produzione ci mette anni per riallinearsi.

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Delle chiusure adesso bloccherebbero proprio questo delicato meccanismo.

Salvatore Dimaggio

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