Sono anni che le criptovalute stanno monopolizzando l’attenzione pubblica.
Se ne parla tanto, sia dicendo tutto il bene possibile che tutto il male possibile. In effetti la comunità finanziaria è molto divisa su queste valute basate sulla blockchain. Ultimamente però sempre più banche d’affari ne stanno dicendo bene e le stanno consigliando ai loro clienti. Nonostante il terribile ban imposto dai cinesi sulle crypto queste si vanno diffondendo in tutto il pianeta. Si va diffondendo anche la percezione che possano essere un bene di rifugio. Goldman Sachs addirittura ha stupito tutti dicendo che l’oro è il Bitcoin dei poveri. Con ciò intendeva incoronare le criptovalute (soprattutto il Bitcoin) a strumento di rifugio davvero straordinario. Tuttavia la tremenda giornata di ieri dominata dalla variante omicron che ha mandato al tappeto le borse di tutto il mondo, ha lasciato perplesso più di qualcuno.
Con un tale crollo borsistico un vero bene di rifugio sarebbe dovuto schizzare alle stelle. Invece la giornata del Bitcoin ieri è stata improntata alla massima tranquillità. Molti si attendevano che con il crollo delle borse il Bitcoin avrebbe dovuto apprezzarsi fortemente ed invece questo non è successo. Sui forum molti si chiedono se questo comportamento non sia strano per un vero bene di rifugio. Ma già durante il panico che si era scatenato per il caso Evergrande in Cina si era assistito a qualcosa del genere. Addirittura in quel caso il Bitcoin al posto di salire di prezzo, perché preso di mira da investitori spaventati, era crollato esattamente come le borse. Sono casi singoli che dimostrano poco. Tuttavia molti restano perplessi.
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La verità è che le crypto sono ancora troppo misteriose per poter offrire reali garanzie.
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Sono troppo giovani e su di esse manca una casistica di ampio respiro.
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