La variante Omicron sta cambiando le carte in tavola su tutti i fronti ed è impressionante notare come la Fed abbia invertito la rotta.
Le banche centrali hanno passato tanto e forse troppo tempo a sminuire ed ignorare l’inflazione. La Banca Centrale Europea lo sta facendo tuttora. Infatti Christine Lagarde non manca mai occasione per tranquillizzare i mercati e dire loro che l’inflazione non è un problema e che la banca non farà nulla per arginarla. Al contrario la Federal Reserve ha decisamente cambiato rotta. Anche la Federal Reserve inizialmente ha sminuito l’inflazione e l’ha definita transitoria, ma negli ultimi giorni Powell è tornato sull’argomento ragionando in modo completamente diverso. Al centro della sua riflessione c’è la crisi della supply chain. La pandemia ha costretto quasi tutti i paesi del mondo a lockdown e chiusure che hanno fortemente vulnerato la catena mondiale degli approvvigionamenti. Di conseguenza produrre è diventato più costoso e più complicato. La crisi della supply chain è una specie di puzzle difficile da risolvere e che secondo gli analisti sarebbe durato mesi se non anni. Per produrre un qualsiasi prodotto c’è bisogno di tanti step intermedi che collaborino in modo ordinato tra loro. Ritardi, buchi e mancanze rendono tutto più complesso, ma soprattutto più costoso.
Dunque l’inflazione che stiamo sperimentando non è altro che l’effetto della ripartenza post Covid e della crisi della catena degli approvvigionamenti. Ma il capo della Fed mette in guardia rispetto alla variante Omicron. La variante Omicron potrebbe portare con sé tali chiusure, lockdown e blocchi da far letteralmente impazzire la crisi della supply chain. Nel linguaggio moderato ed istituzionale della banca centrale appare tuttavia fortemente questa preoccupazione. Se si cominciano di nuovo a porre limiti alle frontiere ed a fermare industrie, distributori e negozi, ecco che la crisi della supply chain, lungi dal risolversi potrebbe andare veramente fuori controllo. E’ questo oggi il timore principale della Federal Reserve ed è questo che la sta spingendo ad annunciare politiche economiche più restrittive.
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Ma se le politiche economiche restrittive possono forse tenere sotto controllo l’inflazione, purtroppo per la crisi della s.c. avranno ben poco impatto.
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E questo è forse oggi il rischio maggiore: il rischio che la produzione globale possa incepparsi.
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