È una di quelle tipiche storie folli che popolano l’universo delle criptovalute.
Sembra follia, ma è successo davvero. Esiste un token chiamato Omicron che di colpo è aumentato di valore di 10 volte. Non c’è nessun raffinato motivo finanziario dietro questa crescita di valore così esplosiva, ma semplicemente il fortuito caso che ha voluto che il token si chiamasse come la temuta variante del covid. Che senso ha tutto ciò? Nessuno. Criptovalute e token, che sono una specie di criptovaluta un po’ più limitata, fluttuano di valore in maniera veramente folle ed isterica. Essendo le criptovalute e i token non legati a nulla di concreto, i loro prezzi possono fluttuare in libertà e spesso lo fanno in maniera piuttosto estrema. Non è certo la prima volta che il prezzo di una criptovaluta o di un token esplode o crolla sempre per ragioni del tutto effimere.
Ci sono criptovalute che aumentano tantissimo di valore semplicemente perché hanno il nome giusto al momento giusto o perché divengono virali all’interno di un meme o roba del genere. Sono storie come queste che fanno ritenere a molti che il comparto delle criptovalute sia un comparto intrinsecamente pericoloso. Le criptovalute oggi hanno tanti estimatori e probabilmente quando saranno regolamentate in qualche modo saranno anche più stabili. Ma oggi nelle criptovalute c’è una sorta di far west che consente fluttuazioni destabilizzanti. Ecco perché tante banche centrali sono piuttosto perplesse nei confronti di questo fenomeno e lo considerano, appunto, destabilizzante. Ma non basta. La Svezia ha addirittura chiesto alla UE di bannare il mining di Bitcoin. Ve ne parliamo all’articolo sotto.
Leggi anche: Allarme rosso sulle criptovalute: la Svezia chiede all’UE di bannarle
Ma ci sono anche città che promettono che i propri cittadini non dovranno pagare tasse perchè il fabbisogno economico è coperto dalle crypto.
Leggi anche: Clamoroso, la prima Bitcoin City: la città senza tasse sarà realtà
Certamente il mondo delle crypto ha bisogno di regolamentazione e stabilità.
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