L’energy crunch è una prospettiva sempre più concreta.
Il ministro Giorgetti ha detto chiaramente che l’Europa quest’inverno rischia fortemente il blackout. Ma in realtà sono tanti operatori del mondo dell’energia che stanno ripetendo con grande forza come questo rischio sia estremamente concreto. La Cina ha sperimentato il blackout qualche mese fa. Non è chiaro quanto i blackout siano evitabili o no, ma il rischio per l’Europa è forte. In vari paesi d’Europa sta scattando un’incetta ai beni di prima necessità e bombole di gas. L’arrivo della variante Omicron, l’inflazione, la crisi della supply chain, ma soprattutto un’Europa drammaticamente priva di fonti energetiche proprie stanno facendo scattare questa paranoia della mancanza di energia. In realtà il rischio è concreto ed esiste. Ma in un caso del genere che cosa succede al trading?
Chi dovesse avere i soldi investiti in un mercato al quale non può più accedere perché è privo di corrente elettrica che cosa dovrebbe fare? È uno scenario un po’ da film distopico. Ma teniamo presente che può succedere realmente. E sarebbe estremamente problematico. Perché di fatto si perderebbe il controllo dei propri investimenti. Se si è avvezzi a fare investimenti di lungo termine, anche qualche giorno di blackout può non creare particolari problemi, ma se si opera con un orizzonte temporale più ristretto, diciamo che restare completamente degli altri fuori dal mercato potrebbe diventare veramente un incubo. In realtà la cosa che preoccupa di più è il disinteresse generale nei confronti dell’allarme energetico che tanti esperti del settore stanno lanciando. Nonostante personaggi realmente autorevoli sottolineino come l’Europa rischia di rimanere senza energia, nessun vero piano viene portato avanti in questo senso.
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Immaginare che per giorni, un flottante enorme vaghi col “pilota automatico” è piuttosto inquietante.
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Speriamo non accada, ma sarebbe meglio premunirsi.
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