I timori dei mercati si sono concretizzati: l’inflazione degli Stati Uniti d’America è ai massimi dal 1982.
Questo è un dato veramente impressionante, ma non inatteso. A questo punto la Fed dovrà reagire ed attuare una notevole stretta sulla politica monetaria. Come sappiamo le borse in questi anni hanno beneficiato di una politica monetaria ultra espansiva da parte delle banche centrali in generale e della Federal Reserve in particolare, ma ultimamente Powell ha fatto capire che è diventato molto meno tollerante all’inflazione. L’inflazione sta crescendo in tutto il mondo e la Federal Reserve deve velocizzare il tapering e ci sono buone possibilità che annunci un aumento dei tassi già nel primo trimestre del 2022. In realtà di questo rialzo dei tassi anticipato si parlava da un bel po’, ma il dato di oggi sull’inflazione lo rende molto più concreto e plausibile.
La borsa per ora galleggia e non reagisce in alcun modo particolare a un dato che era già atteso. Ma le reazioni arriveranno quando la Fed farà capire che cosa ha in mente. Una Fed falco potrebbe davvero far franare le borse e questo è davvero il timore di tanti. Diversamente dalla Banca Centrale Europea che si è sempre dimostrata accomodante, ultimamente la Fed ha fatto capire che è disposta a scontentare i mercati pur di arginare l’inflazione. Infatti è noto che senza politiche ultra accomodanti i mercati potrebbero tornare a valutazioni molto più contenute di quelle attuali. Non a caso in questo periodo è diventato ricorrente il tema dei beni di rifugio. Difatti bisogna difendersi sia da un probabile storno delle borse che dall’inflazione.
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Tornato di gran moda l’oro, grande protagonista di ogni stagione incerta. All’articolo seguente come investire in questo classico bene di rifugio evitando errori pericolosi.
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Con questa inflazione, gli occhi ora sono tutti sulla Fed e le sue decisioni.
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