Il caro bollette continua a farsi sentire sulle tasche degli italiani, eppure potremmo pagare delle bollette basse se soltanto usassimo i pozzi di cui il nostro Paese è veramente ricco.
Ma allora perché non lo facciamo? È una questione spinosa e complessa quella che viene posta. Il ministro Cingolani ha proposto di utilizzare pozzi già perforati ma è stato duramente criticato. Sulla questione interviene su il Giornale, Michele Marsiglia presidente di Federpetroli. Marsiglia non si capacita della situazione italiana e accusa con grande forza un autentico paradosso. L’Italia è ricca di pozzi di petrolio e di gas che potrebbero coprire una parte corposa del fabbisogno nazionale. Attingendo alle materie prime prodotte direttamente nel nostro Paese la bolletta al posto che aumentare vertiginosamente potrebbe scendere di tanto, anzi di tantissimo. Ma quando il ministro Cingolani ha fatto questa proposta è stato sommerso di critiche.
Ma perché criticare chi propone una soluzione pratica che può far scendere la bolletta e fa respirare tante famiglie in difficoltà? Ricordiamo che secondo un’indagine Ipsos una famiglia su 5 il mese prossimo avrà difficoltà a pagare le super bollette di gennaio. Secondo il presidente di Federpetroli l’operazione avrebbe un impatto ambientale nullo perché quei pozzi sono stati già perforati e poi chiusi. Ma secondo gli ambientalisti non è così e la procedura si è arenata. Ma sarebbe importante valutare con attenzione questa opzione. È paradossale che un Paese che dispone di materie prime energetiche proprie debba pagarle a peso d’oro ad altri paesi che peraltro minacciano continuamente di chiudere il rubinetto e di lasciarci in blackout.
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Su queste questioni così delicate la partigianeria andrebbe messa da parte (da entrambe le parti) e si dovrebbero valutare concretamente costi e benefici dell’operazione.
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Il rischio che l’Italia resti senza energia è concreto ed è stato sollevato da più parti.
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