La legge 104 offre tutto un ventaglio di opportunità alle persone diversamente abili e a chi presta loro assistenza, ma è importante non fare confusione per non andare incontro a problemi.
Il cosiddetto caregiver, vale a dire chi presta assistenza alla persona disabile ha diritto a tre giorni di permesso dal lavoro. È un diritto garantito proprio della legge 104 e, anzi, si sta pensando persino di estendere il numero dei giorni di permesso. Ma al momento, comunque sia, i giorni sono tre. È importante però capire che i tre giorni di permesso dal lavoro sono anche un rischio per il caregiver e lo ha sottolineato la Cassazione in varie sentenze. Infatti sempre più spesso i datori di lavoro controllano anche per mezzo di investigatori privati i loro dipendenti che usufruiscono dei tre giorni di permesso come caregiver. Se durante il giorno di permesso fanno anche altro oltre a dedicarsi alla persona disabile possono addirittura essere licenziati.
Ma è importante non fare confusione con il congedo straordinario. Il congedo straordinario deriva sempre dalla legge 104 e consente al lavoratore di beneficiare di 2 anni per l’assistenza di un familiare. Ma in questo caso ci sono dei paletti molto precisi. Innanzitutto stiamo parlando di handicap grave. Quindi qui la legge richiede chiaramente che la difficoltà che affronta il parente in favore del quale si chiedono i 2 anni di congedo straordinario sia importante. Ma tra i vari paletti è anche rilevante quello che il caregiver ed il disabile vivano insieme. Infatti questi famosi 2 anni sono riconosciuti in virtù di un’assistenza continuativa al disabile. Dunque disabile e caregiver che beneficia dei due anni devono abitare insieme. Al limite possono anche abitare nello stesso stabile, ma in appartamenti diversi.
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Una maggiore distanza fa perdere il diritto al congedo straordinario.
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Dunque, sia i tre giorni di permesso che il congedo straordinario sono delle grandissime opportunità, ma vanno utilizzate nella cornice della legge per non incorrere in grossi guai.
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