Quante volte parlando del Reddito di Cittadinanza si è parlato di truffe, furbetti e pelandroni che si approfittano dello Stato.
Quante volte abbiamo sentito parlare di gente parcheggiata sul divano e di soldi sprecati per favorire i fannulloni. Ormai il percettore del Reddito di Cittadinanza è sostanzialmente una figura mitologica. E’ un meridionale che passa tutto il giorno buttato sul divano e abbrutito dalla propria pigrizia, complimentandosi con se stesso per i soldi che ruba allo Stato, tra i fumi della birra di sottomarca che sorseggia beato. Quando poi si vanno a confrontare, però, i numeri ci si accorge che le truffe sul Reddito di Cittadinanza valgono sostanzialmente un decimo di quelle sui famosi Bonus Casa. Infatti sui Bonus Casa si parla ormai di truffe per 4 miliardi. Ma il beneficiario del Bonus Casa è dipinto dai media come 10 volte più imbroglione, parassita e ladro rispetto al percettore del reddito di cittadinanza?
La risposta è no. Il beneficiario del Bonus Casa è una sorta di eroe nazionale che con i suoi interventi sta facendo ripartire la disastrata economia. E’ super come il bonus che utilizza. Eppure ha fregato 10 volte di più rispetto al percettore del reddito di cittadinanza. La verità è quella che ha detto il Presidente dell’INPS, Tridico qualche mese fa. Questo Paese odia i poveri. Quando sono i ricchi a rubare, sono dei furbi abbronzati che potrebbero essere interpretati da un Christian De Sica, disinvolto malandrino benestante in un qualsiasi cinepanettone. Quando invece parliamo di poveri, ecco che una sorta di disgusto e repulsione colpisce quello che teoricamente è un Paese che dovrebbe avere solide radici cristiane e nel quale per decenni i migliori animi della sinistra hanno cercato di sensibilizzare contro le ingiustizie sociali.
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