Cambiamenti robusti per le pensioni degli italiani.
Sono due i fattori che stanno operando una notevole trasformazione nelle pensioni percepite dai pensionati italiani. Il primo meccanismo è quello della perequazione. La perequazione non è altro che un adeguamento della pensione all’inflazione. L’inflazione è stata praticamente a zero per tanti anni, ma oggi purtroppo come sappiamo c’è stata una vera e propria fiammata dei prezzi. Le stangate sono tremende per le famiglie per le imprese e di conseguenza le pensioni vengono rivalutate in base all’inflazione. Ma c’è anche un altro elemento che ha determinato una modifica nelle pensioni concretamente percepite dai pensionati. Si tratta della riforma dell’irpef. E’ il Giornale a fare i conti in tasca ai pensionati e a chiarire come cambiano le pensioni con l’inflazione. La perequazione sarà conteggiata in misura piena per le pensioni fino a circa €2000. Sarà conteggiata al 90% dell’inflazione per le pensioni che valgono 4 o 5 volte il trattamento minimo. Infine l’inflazione sarà conteggiata solo al 75% per quelle pensioni che vanno oltre le 5 volte del trattamento minimo.
Ma anche i nuovi scaglioni dell’Irpef modificheranno gli assegni pensionistici. Vediamo come. La detrazione passa a 1.955 euro per i pensionati che percepiscono cifre entro gli 8.500 euro. Per le pensioni comprese nella fascia tra gli 8.500 e i 28mila euro la detrazione diventa di 700 euro. Per le pensioni superiori si attuano calcoli relativi ai rispettivi scaglioni. Ma le associazioni di categoria sostengono che ci siano vari problemi. Innanzitutto la perequazione è largamente insufficiente a compensare la stangate dell’inflazione. Con rincari della bolletta che arrivano al 50% ed aumenti su tutto è difficile dar loro torto.
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E poi il meccanismo della riforma Irpef è stato criticato dai sindacati.
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Le critiche nascono dal fatto che è stato modulato senza consultarli e perchè il guadagno per i ceti più deboli è troppo risicato.
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