Le cifre stanziate nella Legge di Bilancio non basteranno più a mitigare i nuovi aumenti sulle bollette. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo e quali sono le ipotesi messe in capo dal governo per aiutare i cittadini contro questi nuovi rincari.
I prezzi dell’energia non smettono di salire e il costo delle bollette per i cittadini sta raggiungendo cifre insostenibili, con rincari di oltre il 50 per cento rispetto allo scorso anno. Nella Legge di Bilancio, proprio per cercare di attenuare questi aumenti incontrollati, il governo Draghi aveva deciso di stanziare circa 3,8 miliardi. Il problema è che sono poi arrivati, dopo questo provvedimenti, i nuovi aumenti annunciati dall’Arera, e risulta dunque evidente come lo sforzo fatto sinora non basti. E dunque l’esecutivo sta adesso pensando a delle nuove tipologie di interventi per aiutare i cittadini, come ad esempio un taglio dell’Iva. Si riflette però anche sulla possibilità di offrire un contributo economico di solidarietà alle società energetiche, anche sempre più sull’orlo del fallimento.
Ci sono poi alcune proposte avanzate dal Mise guidato dal Ministro Giorgetti, che chiede ad esempio al premier di iniziare ad utilizzare l’extra-gettito delle accise. Confindustria ha pubblicato un comunicato per chiedere al governo di agire il prima possibile in quanto questi aumenti incontrollati del costo dell’energia stanno mettendo a serio rischio l’intero funzionamento dell’apparato produttivo-industriale della nazione.
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Anche la Cgia di Mestre si accoda a questo allarme: “Il nostro Paese non è a misura di piccole imprese e che le piccole imprese sono “ingiustificatamente discriminate” nonostante rappresentino oltre il 99% delle aziende presenti in Italia e diano lavoro ad oltre il 60% degli addetti del settore privato”
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