Con i nuovi cedolini troppi lamentano una Irpef iniqua. Vediamo se si risparmia.
Il governo presieduto da Mario Draghi ha operato una profonda rivoluzione nel mondo del fisco italiano con la riforma dell’Irpef. Da 5 scaglioni si è passati a 4 scaglioni. Quattro aliquote che permettono un risparmio a tutti gli italiani. Inizialmente la riforma era stata salutata positivamente da tutti. Difatti il Governo aveva assicurato che ogni scaglione avrebbe dovuto pagare minori imposte. Nel tempo però è emerso che il risparmio maggiore lo hanno proprio i redditi più alti. La Fondazione dei consulenti del lavoro ha messo in evidenza come i redditi più bassi siano penalizzati da questa novità. Vediamo perché. Chi percepisce un reddito sui €10.000 avrà un guadagno tra i 100 e i €200 dalla nuova IRPEF. Al contrario i redditi tra i 40 e i €50.000 avranno un guadagno attorno ai €1.500. Molti lamentano questa ingiustizia e bollano la riforma dell’Irpef come una riforma che acuisce le disparità sociali.
Ma la riforma dell’Irpef, va anche vista insieme all’altra grande rivoluzione dell’assegno unico. Infatti con la riforma dell’Irpef e l’introduzione dell’assegno unico, la busta paga degli italiani risulta decisamente più bassa. Ma le associazioni dei consumatori e i sindacati sostengono che non necessariamente l’assegno unico andrà davvero a compensare quello che si perde in busta paga. Dunque in questi mesi progressivamente gli italiani andranno a capire se guadagnano o perdono da queste due riforme. Il governo continua a sostenere che la maggior parte degli italiani avrà un forte guadagno da queste due riforme e che in realtà ben pochi perderanno. Tuttavia vari osservatori stanno facendo simulazioni dalle quali emergono vantaggi alle volte davvero ridotti comunque sia distribuiti in maniera sostanzialmente iniqua.
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Ma davvero l’assegno unico può essere un danno per alcune famiglie?
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In alcuni casi, si, anche se dal Governo assicurano che saranno ben pochi.
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