RdC: attenzione, ricalcolo e novità per il secondo rifiuto, occhio all’errore

Il Reddito di Cittadinanza fortemente voluto dai 5 Stelle è un cantiere aperto.

 

Continuamente cambia e si evolve lasciando spesso in una comprensibile apprensione i beneficiari. Tante cose sono cambiate per il reddito grillino ed è il caso di vedere cosa fare per evitare spiacevoli inconvenienti.

Innanzitutto è arrivato il ricalcolo del reddito familiare. È stata l’Inps a comunicare l’arrivo di questo ricalcolo che purtroppo potrà determinare variazioni anche importanti per la rata del reddito di cittadinanza. Difatti i nuovi parametri adottati dall’INPS potrebbero far aumentare come diminuire il reddito di cittadinanza e molti sono in apprensione. Ma è importante anche presentarsi alle verifiche mensili dei centri per l’impiego. Infatti il governo ha disposto queste verifiche mensili volte ad orientare alla ricerca attiva di un lavoro il beneficiario del reddito di cittadinanza. Non presentarsi a queste verifiche senza un giustificato motivo comporta addirittura la sanzione della perdita stessa del reddito.

Verifiche mensili

L’istituzione di queste verifiche è stata anche piuttosto contestata perché costituisce un’enorme perdita di tempo per i centri per l’impiego e molti sostengono che difficilmente i centri per l’impiego stessi avranno uomini e mezzi sufficienti per convocare sistematicamente ogni mese i beneficiari del reddito di cittadinanza. Anche perché non si capisce il beneficio concreto di questa verifica mensile. Ma i problemi maggiori per i beneficiari del reddito di cittadinanza nascono con la molto discussa diminuzione da tre a due rifiuti di lavoro. Come è stato messo in evidenza sembra un cambiamento relativo ma le conseguenze possono essere pesanti.

Due rifiuti

Infatti fino a qualche mese fa servivano tre rifiuti di proposte di lavoro per perdere il reddito grillino ma da qualche mese i rifiuti per perderlo sono scesi a due. Ciò che concretamente sta creando più problemi ai beneficiari del reddito di cittadinanza da quando è stata introdotta questa nuova normativa è che la seconda proposta di lavoro potrebbe essere anche un lavoro precario di soli tre mesi magari dall’altra parte d’Italia e quindi economicamente sconveniente eppure il beneficiario dovrebbe accettarlo comunque.

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Questa situazione concretamente si è presentata a vari percettori del reddito di cittadinanza che si sono trovati nella situazione di doversi trasferire per pochi mesi per dare seguito ad una proposta di lavoro che complessivamente per loro non con non consentiva neppure di pagare le spese di vitto o alloggio per il trasferimento.