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Rincaro energetico, prezzi folli in Sicilia: cosa stanno per dire le associazioni al governo

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Carmelo Giuffre

In Sicilia, la crisi scatenata dagli aumenti sul prezzo dell’energia ha già portato gli autotrasportatori siciliani sul piede di guerra. Se il governo non acconsentirà alle loro richieste, il rischio è quello di giorni di sciopero e interruzioni dei servizi pubblici e dell’economia, come il nostro paese non ne viveva forse da decenni. 

Il prezzo del carburante continua a salire, e in Sicilia diverse associazione di autotrasportatori hanno iniziato a protestare e a ragionare su cosa fare. Molte di questa sembrano essere sul piede di guerra, pronte ad esempio a pensare a un blocco totale dei servizi di trasporto per far sentire la loro voce al governo. Si tratterebbe di uno stop impossibile da ignorare sia per l’esecutivo guidato da Mario Draghi che per l’amministrazione siciliana di Musumeci, in quanto i danni per l’economia isolana sarebbero tanti e visibili già dal primo giorno. A pesare naturalmente, sono gli aumenti esorbitanti sul costo dell’energia e di conseguenza anche i prezzi dei biglietti delle navi su cui tantissimo tir viaggiano ogni giorno per trasportare merci nel centro e nel nord Italia. 

Le associazioni degli autotrasportatori incontreranno a breve il Ministro delle Infrastrutture Giovannini: la data dell’incontro

Per capire quale sarà realmente il clima tra associazioni e governo su questa tematica, bisognerà attendere la giornata di Mercoledì 16 Febbraio 2022, giorni in cui le associazioni di autotrasportatori siciliane incontreranno il Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini per parlare del problema. Molto probabilmente, le associazioni dovranno chiedere al governo nuovi aiuti economici per fronteggiare una situazione che difficilmente si risolverà nei prossimi mesi, complice anche uno scenario geopolitico fortemente instabili, che mette a rischio i rapporti dell’Ue con la Russia, la principale fornitrice di gas del vecchio continente. 

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Di sicuro non sarà una trattativa semplice, e che troverà ad esempio il segretario dell’Aitras Salvatore Bella fermo nella sue richieste e posizioni: “A noi un pieno di gasolio oggi costa 300 euro in più. Finora lo Stato ci ha garantito un contributo, sotto forma di sgravio delle accise, di 170 euro ogni mille litri di gasolio. Per andare avanti noi abbiamo bisogno che questo contributo raddoppi. Altrimenti già mercoledì annunceremo lo stop ai trasporti in Sicilia”.

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