Guerra in Italia: analizziamo quanto ci sta già costando

Continua il viaggio di I Love Trading attorno al terribile scenario della guerra nel nostro Paese.

Se ieri ci eravamo focalizzati sull’incubo nucleare, cercando di comprendere i reali rapporti tra l’Italia e questa minaccia, oggi parliamo di economia. Può sembrare arido, ma l’economia è spesso il motivo per il quale si combattono le guerre, così come è anche il parametro che ne decide le sorti. 

La guerra in Ucraina mette sotto una forte pressione l’economia di Mosca. Infatti l’embargo voluto dall’occidente, ma anche i timori degli investitori internazionali per un Paese che si è impegnato in un conflitto che lo isola dal resto del mondo possono mandare in default l’economia russa. Putin ostenta sicurezza, ma i suoi consulenti sono ben consapevoli che il rischio che il paese vada in default.

BCE

Ma nel frattempo cosa succede da noi in Europa? Ieri si sono riuniti i vertici della Banca Centrale Europea. Ricordiamo che tra i suoi compiti, la BCE ha quello, fondamentale di stabilire i tassi d’interesse. Tassi bassi aiutano l’economia e fanno letteralmente volare le borse. Tassi alti deprimono l’economia ma tengono a freno l’inflazione. Attualmente il vero nemico dell’Europa e dell’Italia è proprio l’inflazione.

Paghiamo un costo di guerra in termini di inflazione

Infatti è l’inflazione che fa volare il costo dei carburanti a 2,2 euro per litro e che secondo alcune proiezioni potrebbe farli arrivare addirittura a 3 euro per un litro. E’ l’inflazione che spinge gli autotrasportatori a fermarsi in Sardegna gettando nel panico l’isola. E’ sempre l’inflazione che gonfia le bollette di luce e gas costringendo le famiglie in ginocchio e le imprese in fallimento.

Inflazione che continua a correre

Dunque con un’inflazione in Italia al 6% e negli USA ormai prossima al 10% la BCE non può assolutamente tenere i tassi a zero ma deve assolutamente alzarli e di tanto. E’ l’unico modo noto per tenere a freno l’inflazione. Ebbene nella conferenza stampa di ieri, la BCE contro ogni buon senso ha detto che continuerà a tenere i tassi a zero. La numero uno di BCE Lagarde ed il vicepresidente della BCE Luis De Guindos ha trasmesso un senso di strano ottimismo ed hanno rimarcato che i tassi portati a zero nell’epoca covid, a zero resteranno. Domenico Siniscalco, è stato tra i tanti che dopo la conferenza stampa si è detto fortemente preoccupato.

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Così l’inflazione continuerà a crescere e a diventare sempre più esplosiva per i cittadini italiani. La scelta della BCE è incomprensibile ed è stata molto criticata. Dunque la guerra ha già la prima conseguenza economica sul nostro Paese: per garantire liquidità al sistema in questo contesto così difficile la banca centrale mantiene l’economia in una condizione di “denaro facile”, ma questo farà sicuramente impennare molto di più l’inflazione. Dunque aspettiamoci stangate mai viste su luce, gas e benzina.