Per le partite IVA è un momento molto delicato. Strangolate dai rincari e perennemente a rischio chiusura a causa di un’economia troppo fragile, le partite IVA sono nell’occhio del ciclone.
Ma questo non significa che dall’Esecutivo non ci siano bonus ed aiuti per questo delicato settore della nostra economia. Lo stato di emergenza dovuto al covid sta terminando eppure la guerra in Ucraina è un peso forse anche maggiore per le partite IVA italiane che devono pagare i costi di rincari senza precedenti.
Ma non bisogna dimenticare che tutti i bonus 2022 previsti dall’esecutivo per le partite IVA sono sempre operativi. È stato il Decreto sostegni ter ad introdurre una serie di contributi a fondo perduto ma anche di crediti d’imposta. Cerchiamo Allora di ricapitolarli. Tessile, eventi, Wedding, discoteche, turismo spettacolo e non solo: per tutti questi settori sono tutt’ora attivi i ristori previsti dal sostegni ter. A beneficiarne saranno anche acquari, parchi archeologici, organizzazione di feste e cerimonie di matrimonio, catering, commercio di prodotti tessili, moda, pelletteria, articoli in pelle, tour operator, sale bingo, stazioni di autobus, funicolari, Sport: insomma il decreto sostegni è molto ampio da questo punto di vista. Ma anche per quanto riguarda le attività chiuse per almeno 100 giorni il decreto sostegni ter ha rifinanziato il fondo relativo. Assai importante e anche il fondo perduto per i commercianti al dettaglio.
Tutti coloro i quali abbiano ricavi fino a due milioni di euro potranno avere dei ristori fino al 60% se hanno avuto una diminuzione di fatturato pari ad almeno il 30% a causa del covid.
Assai importante anche il fondo perduto per lo sport focalizzato soprattutto sulla gestione delle piscine che proprio a causa del covid hanno visto un vero e proprio crollo dei loro frequentatori. Non va dimenticato il bonus alberghi e bonus agenzie di viaggio digitali. Due bonus importanti per un servizio che proprio durante il covid aveva subito una batosta notevole vale a dire quello dei viaggi.
Ma secondo gli esperti le criticità maggiori per le partite IVA colpiscono quelle più povere, i cosiddetti forfettari. Gravati quest’anno anche dell’obbligo della fattura elettronica, questi autonomi sono, secondo molti studi a forte rischio povertà. Se la crisi dovesse acutizzarsi come purtroppo si teme, non poche di queste partite IVA povere si aggiungerebbero alle centinaia di migliaia che hanno già chiuso i battenti. Una situazione chiaramente fotografata da CGIA di Mestre che ribadisce la forte fragilità di questo mondo.
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