Ci sono misure che lo Stato ha previsto per i malati di tumore. Ecco cosa prevede la legislazione italiana.
Il tumore è una delle malattie più devastanti che l’umanità ha imparato a conoscere. A subirne le peggiori conseguenze sono sempre i malati che devono affrontare un calvario, e molte volte non si conclude nemmeno con soluzione sperata. Spesso il processo della malattia emana una sentenza che non concede appello: la morte. Per affrontare questo momento difficile lo Stato ha previsto il riconoscimento dell’invalidità civile e dello stato di handicap prima da parte del medico che si occupa del paziente. Successivamente sarà l’Inps a certificare lo status. Sono previsti infatti agevolazioni e misure apposite per affrontare le spese. La misura serve soprattutto a chi, di fronte a questa circostanza, è sprovvisto di possibilità economiche elevate.
Come anticipato, bisogna prima di tutto far sì che la procedura di accertamento di invalidità temporanea si concluda positivamente. Le agevolazioni, infatti, ai familiari e ai malati di tumore devono seguire un iter che va vagliato e approvato da medici e funzionari dell’Inps. Differentemente ad altre materie, in questo caso lo Stato non prevede differenze tra cittadini italiani e stranieri: la cittadinanza, dunque, non diventa discrimine per accedere ai benefici economici e di altro tipo. Ad esempio, ai lavoratori malati di tumore è concesso un permesso giornaliero retribuito di 2 ore o 3 giorni di permesso mensile. Allo stesso tempo il genitore può usufruire di due anni di congedo qualora il malato sia il figlio. I vantaggi si cimentano anche con agevolazioni fiscali, come per le detrazioni Irpef o la deducibilità di spese mediche, e l’Iva al 4% per gli acquisti di prima necessità per il malato.
Non c’è un periodo dell’anno prestabilito in cui si può avanzare una domanda per accedere ai vantaggi della legge 104. Basta avere con sé la diagnosi e si può presentare. Inizialmente è necessario confrontarsi con un medico abilitato all’Inps. Sarà lui che si preoccuperà di trasmettere i documenti all’Istituto nazionale per la previdenziale sociale. Con la copia cartacea che il medico rilascia bisognerà inviare la richiesta all’Inps entro 30 giorni.
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