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Le sanzioni contro la Russia hanno isolato il tuo supermercato, 3 cibi via

L’attacco da parte dei russi all’Ucraina è stata una pagina dolorosa della Storia recente e tutti sono sconvolti per le immagini di morte e di devastazione.

Mentre non è chiaro come fare per ritornare alla pace o almeno per intavolare dei negoziati, diventa invece drammaticamente chiaro che le sanzioni contro la Russia si stanno ritorcendo anche contro di noi.

La NATO non voleva attaccare direttamente la Russia per non scatenare un conflitto globale e così ha preferito optare per una guerra di tipo economico.

Ora siamo isolati noi

Ma una guerra economica certamente non è meno pesante di una combattuta con le bombe. Infatti il paese di Vladimir Putin rischia seriamente di andare in default.

Questo significa che la macchina dello Stato russo si bloccherà e non saranno più pagate le pensioni gli stipendi e tantissime aziende andranno in fallimento. Ma come tanti economisti sottolineano il danno sarà anche per noi, perché L’Europa è legata a doppio filo alla Russia e interrompere i rapporti così di colpo significa penuria per tante materie prime. Già nei supermercati cominciano ad esserci difficoltà per reperire materie prime come grano, caffè, pasta. Ecco i tre cibi che rischiano di saltare, ma non sono i soli.

Abbiamo scorte ma in esaurimento

Attualmente questo si traduce semplicemente in un aumento dei prezzi che tante volte i supermercati incorporano per non perdere i clienti. Ma questo accade perché ancora l’Italia ha scorte di materie prime. Ma se queste scorte dovessero esaurirsi e a causa dell’embargo e delle sanzioni questo effettivamente purtroppo è possibile, i prezzi di cibo e benzina potrebbero schizzare alle stelle e si potrebbe passare anche ai razionamenti. Molti sono critici nei confronti delle sanzioni messe alla Russia, ma senza entrare in complessi discorsi geopolitici che certamente esulano dalla nostra competenza è indubitabile che l’impatto su di noi è fortissimo.

Doppio allarme

È un impatto di tipo doppio. Sicuramente la prima cosa di cui attualmente soffriamo è il rincaro dei prezzi ma un domani questo rincaro potrebbe trasformarsi in una vera e propria penuria. Ed è questa l’ipotesi che gli economisti e ovviamente e anche le associazioni a tutela dei consumatori temono maggiormente. Il presidente Draghi interpellato sulla questione ha detto di non farsi prendere dal panico ma che effettivamente esiste l’ipotesi di razionamenti se non si dovessero trovare linee di approvvigionamento alternative a quelle russe.

Salvatore Dimaggio

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