Il tema del razionamento del diesel sta spaventando tutti i paesi europei e anche il premier italiano Mario Draghi ha detto che dobbiamo prepararci.
Gli economisti stanno sottolineando come le riserve di diesel siano paurosamente basse in tutta Europa e l’ipotesi del razionamento si fa ogni giorno più concreta.
Sicuramente l’inflazione ha giocato un ruolo molto forte in questa brutta situazione ma è vero anche che la guerra in Ucraina ha reso tutto più difficile. Il razionamento è un’ipotesi tremenda e gli automobilisti chiaramente sono spaventati da questo, ma cerchiamo di capire che cosa sta succedendo e come funzionerà.
L’inflazione ha fatto salire alle stelle i prezzi dei carburanti. Attualmente in Italia saremmo attorno ai 2,4 euro per litro se non fosse per lo sconto di €0,25 proposto dal governo draghi. Infatti il governo draghi ha tagliato le accise di €0,25 fino alla fine di aprile.
Sicuramente una bella boccata di ossigeno per gli automobilisti italiani ma una misura soltanto temporanea. Innanzitutto i prezzi di benzina e diesel stanno già ricominciando a salire e quindi lo sconto sicuramente vale molto meno. Ma il vero problema è proprio che le scorte potrebbero esaurirsi. In Austria alcuni marchi hanno già cominciato a razionare.
Se le scorte dovessero diventare troppo misere e se non si trovassero linee di approvvigionamento alternativo tutti i paesi europei incluso il nostro sarebbero costretti al razionamento. Molti economisti parlano di razionamenti assai duri perché se le scorte dovessero effettivamente diventare troppo basse ad ogni cittadino spetterebbe ben poco per la propria vita di tutti i giorni e chi compie tragitti più lunghi potrebbe non riuscire a farcela. Come gli analisti sottolineano noi in Italia abbiamo un consumo abnorme di diesel perchè l’ottanta per cento delle merci si muove sui tir che assorbono una grande quantità di gasolio e che proprio in questo frangente rischiano di fermarsi lasciando anche i supermercati vuoti.
Ma è giallo su come può funzionare il razionamento. Infatti non tutti hanno le stesse esigenze. Se alcuni usano l’auto molto poco preferendo i mezzi pubblici, per questioni pratiche o per risparmiare è vero anche che altri per il lavoro sono costretti ad un uso massiccio. Il razionamento terrà conto di queste categorie? E come fare ad evitare prevaricazioni e pratiche poco chiare? La situazione effettivamente è molto complessa su questo frangente, ma oltre ai disagi per le famiglie, il rischio è che questo possa bloccare l’economia del Paese.
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